Whirlpool Napoli, la Regione stanzia 20 milioni per il piano industriale

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Il governatore ripercorre poi le tappe che hanno portato alla situazione attuale ricordando che “abbiamo gia’ conosciuto questi interlocutori imprenditoriali in occasione dell’unificazione con Indesit e della vicenda di Carinaro”. Proprio la non riuscita di quest’ultima operazione, ha affermato, potrebbe essere alla base della sfiducia sulla trattativa di questi giorni”. Il governatore ha anche ricordato i successi raggiunti con i tavoli aperti per Almaviva, Firema, Gepin, HService, Dema e Jabil, “dove poi si sono riaperte le crisi”. Tornando alla vicenda della multinazionale e delle osservazioni sollevate dalla stessa azienda – contrazione del mercato sudamericano, i dazi voluti da Trump e costi di produzione superiori del 30% rispetto ai concorrenti – De Luca ha sottolineato che “noi non rispondiamo con le parole ma con i numeri. Quello che mi colpisce e’ che in questi mesi noi non siamo riusciti ad uavere un solo passaggio dove poter discutere di un piano industriale vero. Di fronte a questa difficolta’, vere o presunte, ci siamo trovati solo di fronte a una proposta quella di vendere questo ramo d’azienda a una societa’ svizzera”. Una societa’ “dalla capitalizzazione bassissima e, sinceramente, da nessuna credibilita’ sul mercato. Non intendiamo accreditare interlocutori che, a noi, non sembrano affidabili”. Ad oggi, il ritiro dei licenziamenti, riconoscere il governatore, “e’ un successo del governo e dei lavoratori e rappresenta una possibilita’ di riaprire un discorso dove non e’ possibile dare per scontato nulla ma per lo mano non abbiamo piu’ l’acqua alla gola”. E’ in questa nuova partita che la Regione Campania propone “che si dia vita a una Conferenza di servizi, gia’ entro quest’anno, preceduta da una verifica di merito di un piano industriale alternativo coinvolgendo in un lavoro preparatorio alla Conferenza Invitalia che e’ stata tenuta fuori fino ad oggi, Confindustria nazionale, la dirigenza Whirlpool e le organizzazioni sindacali. Possiamo cosi’ discutere di un piano industriale alternativo. Non spetta a noi dire quali processi produtti e quali prodotti mettere in campo”.