Via libera alle graduatorie degli idonei della Pa, ma prima c’è l’esame

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Tutti gli idonei nei concorsi pubblici a partire dal 2011, che non sono riusciti a ottenere il tanto desiderato posto di lavoro, avranno un’altra chance. L’opportunità è resa possibile da un emendamento della manovra, approvato dalla commissione Bilancio del Senato, che consente alle pubbliche amministrazioni lo scorrimento delle vecchie graduatorie, a partire dal 2011, ovvero da quando è scattato il blocco delle assunzioni. Tuttavia non sarà così semplice, perché l’assunzione non sarà automatica. Le persone, infatti, dovranno frequentare obbligatoriamente corsi di formazione e di aggiornamento, ma non solo, dovranno superare “un apposito esame-colloquio diretto a verificarne la perdurante idoneità”, proprio perché è passato tanto tempo. In particolare, le graduatorie approvate nel 2011 saranno utilizzabili fino al 30 marzo 2020, quelle approvate dal 2012 al 2017 sono utilizzabili fino al 30 settembre mentre quelle approvate nel 2018 e nel 2019 entro tre anni dalla loro approvazione. Tali nuovi scadenze temporali aboliranno quelle precedenti, stabilite dalla legge di bilancio 2019, che miravano a ripristinare gradualmente la durata triennale della validita’ delle graduatorie dei concorsi. Con le nuove regole si cambia: adesso le graduatorie invece di rimanere vigenti “per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione” lo saranno per “due anni dalla data di approvazione”. Le graduatorie dei concorsi approvate nell’anno 2019, infine, saranno utilizzate mediante scorrimento, per un ulteriore 30 per cento dei posti banditi.