Terremoto, incubo lavoro: consumi al -70% nei luoghi colpiti dal sisma

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“Nei paesi svuotati dal terremoto e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle spesa che sta soffocando l’economia locale e il lavoro, a partire dagli agricoltori e dagli allevatori che sono rimasti nonostante le difficolta’”. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del piu’ grande mercato dei produttori terremotati allestito a Roma a tre anni dalle scosse che il 26 ottobre 2016 hanno devastato ampie aree del centro Italia, con centinaia di agricoltori che hanno lasciato le proprie aziende per ricordare che nelle zone del sisma e’ ancora lontano il ritorno alla normalita’. “I pesanti ritardi della ricostruzione con le difficolta’ abitative delle popolazioni locali e i problemi a far tornare i turisti hanno determinato- sottolinea Coldiretti- un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficolta’, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuita’ produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola che al terremoto ha pagato un conto salato”. In difficolta’ ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, “dove c’e’ una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialita’ di pregio famose in tutto il mondo”.

“Tra i settori piu’ colpiti c’e’ sicuramente- spiega Coldiretti- quello dell’allevamento ma in difficolta’ si trovano anche le altre attivita’ a partire dall’agriturismo dove e’ ancora lenta la ripresa per le 444 strutture che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell’area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria”. Una situazione che non ha pero’ scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori “che, a prezzo di mille difficolta’ e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della principali tipicita’”. Lo dimostra il fatto, ricorda la Coldiretti, “che sulle tavole rimane il ciauscolo, il caratteristico salame spalmabile marchigiano, il pecorino dei Sibillini e le tante altre specialita’ del territorio come la patata rossa di Colfiorito, lo zafferano, il tartufo, il prosciutto di Norcia Igp o la cicerchia e la stessa lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp con una produzione di qualita’ attorno che quest’anno e’ stata attorno ai 3 mila-4 mila quintali”. Il terremoto “ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento ed e’ per questo che abbiamo voluto dedicare la ricorrenza del 75esimo anno dalla Fondazione della Coldiretti, avvenuta proprio a fine ottobre del 1944, alle popolazioni colpite dal sisma”, dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, “e’ necessario accelerare sulla ricostruzione e garantire una piena ripresa dell’economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.