Tassa su cartine e filtri delle sigarette, azienda rinuncia a 140 assunzioni

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Sara’ forse una componente marginale, ma la manovra finanziaria per il 2020 all’esame del legislatore ha gia’ provocato l’ effetto di dissuadere un’impresa trevigiana dall’intraprendere un piano da 140 assunzioni in tre anni, 40 delle quali gia’ dal prossimo gennaio. Ad annunciarlo e’ Marco Fabbrini, amministratore delegato della International Tobacco Agency (Ita), sigla di commercializzazione di articoli per fumatori, di Carbonera, nel trevigiano, il cui business, atteso a 50 milioni per l’anno in corso, e’ rappresentato per il 14% dalle cartine e dai filtri per il tabacco. Cioe’ un genere merceologico che, dal prossimo anno, a meno di variazioni in Parlamento, sara’ tassato con 3,6 millesimi di euro a pezzo. “Fatti i conti sui volumi da noi trattati nel 2018 – spiega Fabbrini – si tratta di 5,27 milioni di tasse in piu’. E dunque di una somma che, per noi come per altri player del settore, sara’ giocoforza ricaricata sui clienti”. Il problema che si introduce in questo modo, tuttavia, e’ pero’ il rischio che il fenomeno provochi una deriva del giro d’affari su canali non legali. E anche qui Fabbrini propone un calcolo, ipotizzando una caduta del mercato regolare fra il 40% ed il 50%. Comprensibile, dal punto di vista dell’azienda, il congelamento dei progetti di ampliamento della attivita’ anche attraverso l’ingresso di nuova forza lavoro, oggi di 280 unita’ fra dipendenti e agenti. “Noi non siamo contrari ad una regolamentazione del mercato ai fini della riduzione del danno sulla salute connesso al consumo di tabacco – conclude il top manager di Ita – ma questa deve essere fatta in modo piu’ adeguato e graduale, prevedendo un parallelo potenziamento dei controlli sul mercato illegale”.