Seimila esuberi di Unicredit, tavolo con i sindacati in Regione Lazio

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Le Segreterie Regionali e di comparto di Cgil,Cisl e Uil hanno incontrato l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio Claudio Di Berardino per sottoporre le ricadute che il Piano Industriale di Unicredit potrebbe avere nella nostra regione. «Dei 6000 esuberi dichiarati dal Gruppo bancario una parte consistente sarebbe nel nostro territorio, considerando la numerosa presenza degli ex sportelli di Capitalia, confluita in Unicredit nel 2007», dicono Cgil, Cisl e Uil. «Non si è ancora parlato – proseguono i sindacati – di eventuali assunzioni a fronte degli esodi ed in che rapporto, ma visti i precedenti, tutto fa pensare che le eventuali nuove risorse saranno destinate alle Regioni del Nord. Paragonando le possibili professionalità uscenti e le nuove, si avrebbe un notevole gap economico e di qualità del lavoro, con tutte le ripercussioni del caso. Questo fenomeno andrebbe ad accelerare un processo, che va invece fortemente contrastato, di spostamento dei lavori specializzati verso il nord del Paese con il conseguente impoverimento lavorativo e sociale della nostra Regione. Il problema non è però solo occupazionale, questo piano industriale accrescerebbe il già grave processo di desertificazione bancaria in atto da qualche anno, visto che Unicredit ha dichiarato la volontà di chiudere ulteriori 450 sportelli in Italia. Tale processo, in atto oramai da diversi anni, causa gravi disagi e mancanza di servizi alla clientela privata, ed alle piccole e medie imprese che sono già state colpite dalla crisi, soprattutto nei piccoli centri urbani. Auspichiamo che quanto espresso dall’Istituto bancario più volte, circa la volontà di essere vicino ai suoi clienti ed ai territori, possa portare alla nostra Regione, seconda in Italia per produttività, nuova buona occupazione e sviluppo economico». L’assessore – riferiscono i sindacalisti – si è dichiarato disponibile a tenere aperto il tavolo del confronto con aggiornamenti man mano che la trattativa Aziendale andrà avanti ed ha affermato che scriverà una lettera al MISE.