Scuola, l’Anief: “Personale Ata, aumentare inquadramento retributivo”

Il sindacato: "Condividere l'accorpamento delle Aree A ed AS e mantenere gli attuali titoli di studio e un doppio organico: Collaboratore Scolastico e Collaboratore Scolastico addetto ai Servizi della Persona"

414

Sulla revisione dei profili Ata la delegazione Anief presente all’Aran ha visto la partecipazione di Alberto Aufiero e Cristina Dal Pino, che hanno segnalato innanzitutto “la necessita’ di equiparare le posizioni economiche a quelle di altre Amministrazioni statali e di aumentare il livello di inquadramento retributivo”. I delegati hanno dichiarato di “condividere l’accorpamento delle Aree A ed AS”, sottolineando pero’ la necessita’ di “mantenere gli attuali titoli di studio e un doppio organico: Collaboratore Scolastico e Collaboratore Scolastico addetto ai Servizi della Persona (AS). Particolare attenzione dovra’ essere posta alla formazione del personale che si occupa dell’assistenza agli alunni disabili”.
Anief ha fatto altresi’ presente anche la situazione che a breve si verifichera’ nelle scuole in cui e’ presente il personale ex-Lsu che dal 1° marzo 2020 entrera’ nei ruoli dello Stato in qualita’ di collaboratori scolastici: detto personale avra’ necessita’ di un corso di formazione specifica. “Va ulteriormente valorizzato l’istituto degli incarichi specifici e/o posizioni economiche, ma si ritiene che preliminarmente debba essere totalmente revisionato e definito attraverso dei corsi di formazione legati alle competenze e non solo all’anzianita’ di servizio; per fare cio’ occorreranno nuove risorse da destinare alle posizioni economiche che dovranno essere fisse e continuative, con una nuova ridefinizione degli importi”.

“Il nostro sindacato propone un riesame anche delle modalita’ di accesso e di valutazione dei titoli occorrenti per accedere ai concorsi rivolti al Personale ATA per l’inserimento nelle Graduatorie di Istituto (III fascia) e nelle Graduatorie Provinciali (I fascia), ferme quasi integralmente ai criteri fissati con il D.M. 150 del 2001, se non addirittura con l’abrogata O.M. 59 del 1994. Il personale ATA ha acquisito autonomamente competenze specifiche e chiede da sempre di essere sottoposto a corsi di aggiornamento per ottenere il riconoscimento, infatti, delle effettive professionalita’ e responsabilita’ di tutti i profili, ma in particolar modo quelle dei profili di Area B che, nella pratica, svolgono gia’ incarichi di livello superiore come la sostituzione del DSGA”.
E’ stata ribadita la necessita’ “di attivare al piu’ presto anche le figure previste dall’Area C, di avere un organico di potenziamento anche per il personale ATA, di dare un maggiore riconoscimento al personale DSGA e di attuare la progressione verticale secondo quanto previsto dal contratto”.
Sul fronte della ricerca, la delegazione Anief ha dichiarato di mirare “a mantenere unito in un unico contratto tutto il personale, consolidare e mettere in sicurezza il trattamento economico, ridurre se non superare le norme D. Lgs. 150/09”.

Sul riassetto dei profili, il sindacato ha chiesto “l’armonizzazione del modello ordinamentale degli amministrativi con quello dei tecnici e l’introduzione della nuova figura di funzionario tecnico – che sia intermedia tra quella del ricercatore e quella del tecnico – cui accedere con la laurea breve. E’ evidente che dopo 30 anni di vigenza degli attuali modelli di inquadramento servono aggiustamenti, alcuni sono urgenti, come quello di garantire tempi certi per le progressioni di carriera. Doverosi anche le maggiorazioni economiche da prevedere per tutti i livelli non apicali e la riduzione del fenomeno del sottoinquadramento. L’obiettivo e’ il recupero degli strumento disapplicati del Ccnl 13-5-09: il ripristino del salario accessorio, la reintroduzione del finanziamento della progressione di carriera con il bilancio degli enti e un equo trattamento durante la malattia per tutto il personale”.
Anche in ambito universitario, Anief intende “far sentire la propria voce e l’ha manifestato nell’incontro all’Aran”. Tra le richieste, “un contratto di valore per il personale TAB (Tecnico Amministrativo Bibliotecario), una formazione costante e programmata, coerente con le attivita’ svolte, per tutto il personale, una revisione e un riallineamento dei livelli dei diversi profili amministrativi e tecnici, nel rispetto delle relative progressioni di carriera e in coerenza con l’intero comparto”. Richiesto anche, nell’ambito delle progressioni economiche, “un unico sistema di regolamentazione allo scopo di assicurare pari opportunita’ per i lavoratori. In considerazione dei numerosi pensionamenti degli ultimi dieci anni, si ritiene urgente un piano di assunzione straordinario, con possibilita’ di stabilizzazione dei tanti precari che lavorano negli Atenei”.