Scuola, l’Anief: docenti religione, serve concorso straordinario

Il sindacato: "Negarlo significa discriminare 20 mila insegnanti soltanto perchè insegnano una materia specifica"

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In merito al concorso dei docenti di religione cattolica da svolgersi nel corso del 2020, dopo il via libera del Senato, L’Anief continua a chiedere quanto già ribadito durante le audizioni parlamentari: “Ci vuole un concorso straordinario per ogni ordine e grado per i ventimila insegnanti di religione di ogni ordine e grado. Siamo felici di aver sbloccato anche l’assunzione degli oltre 3 mila idonei che dal 2008 sono rimasti come fantasmi in una graduatoria di merito mai utilizzati per problemi di risparmio della finanza pubblica. Ma ora questi docenti che saranno assunti entro il 31 agosto del 2020 hanno diritto alla retrodatazione giuridica ed economica. Il solo concorso ordinario previsto dal decreto salva precari servirà, infatti, a stabilizzare appena 2.000 precari su 10.000, pur in presenza di un altissimo numero di posti vacanti e disponibili. Per il sindacato è quindi inevitabile rivolgersi al tribunale, In modo da permettere la partecipazione alla procedura riservata a coloro che ne avevano pieno diritto e la retroazione giuridica per gli idonei che saranno assunti”.

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “avere negato il concorso straordinario, significa discriminare 20 mila insegnanti soltanto perchè insegnano una materia specifica, la religione cattolica: le indicazioni dell’Unione Europea ai Paesi membri sull’esigenza di non discriminare i precari che abbiano svolto almeno 36 mesi di supplenze o i cittadini per motivi religioni sono chiare. Nella loro condizione, di esclusi, ci sono anche altri lavoratori che, allo stesso modo, hanno subìto un danno da questo decreto salva precari: come i collaboratori scolastici, i Dsga, i maestri della scuola dell’infanzia primaria, gli educatori, i dottori di ricerca e i tanti docenti esclusi dal concorso straordinario”.