Scuola, l’Anief: «Corsa contro il tempo per le assunzioni 2020»

«Senza l'avvio di un piano B, a settembre sarà il caos», spiega il sindacato

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Anief prende atto che tutte le procedure concorsuali ordinarie e straordinarie risultano sospese per almeno due mesi. Ammesso che vengano bandite, comunque i tempi di attuazione saranno lunghi. “Ci sono poi ancora tanti dubbi da sciogliere sui bandi, senza contare che manca pure il parere obbligatorio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Mentre la scuola gia’ in estate ha bisogno di tantissimi docenti, Ata e educatori. Senza l’avvio di un piano B, a settembre sara’ il caos”, spiega il sindacato.

“Il problema dei tempi strettissimi per svolgere i concorsi e le immissioni in ruolo dei vincitori e’ oggettivo. Anche perche’, qualora il ministero dell’Istruzione dovesse riuscire ad allestire le procedure nelle prossime settimane, dovrebbe comunque fare i conti con le sicure difficolta’ che gli Usr troverebbero nel reperire commissari e presidenti di commissione – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: oltre al mancato esonero dal servizio, i pagamenti irrisori e le grosse responsabilita’ da assumersi, stavolta i commissari d’esame dovrebbero fare i conti con i possibili contagi da virus ancora possibili. Il Governo e l’amministrazione si mettano l’anima in pace e approvino in fretta i provvedimenti per l’assunzione e la valorizzazione del merito del personale precario che da anni sopperisce con merito alla copertura di decine e decine di migliaia di posti lasciati colpevolmente vacanti. La strada l’abbiamo indicata ed e’ scritta negli emendamenti al decreto Cura Italia”.

Nell’incontro di ieri con i sindacati, la ministra dell’Istruzione ha ribadito la necessita’ di bandire presto i concorsi scuola, rinviando a tempo debito le prove di svolgimento e assicurando comunque la retrodatazione giuridica della nomina al 1° settembre 2020. Lo scrive oggi Orizzonte Scuola, spiegando che si tratta di “una decisione che permetterebbe di rispettare il termine ultimo di pubblicazione, indicato dal Decreto Milleproroghe nel 30 aprile”. Il problema e’ che c’e’ un “tassello mancante: e’ il parere del CSPI, inutilmente atteso dal Ministero durante il mese di marzo.
Il consesso a quanto pare non ha sfruttato le possibilita’ di consultazione online per concludere i propri lavori e, trascorso il periodo di 45 giorni dalla richiesta, il Ministero potrebbe comunque procedere anche senza ricevere risposta in merito.
Restano pero’ numerosi nodi da sciogliere”.