Riders contro Just Eat: “Dimezzati i compensi”

270

I riders bolognesi di Just Eat tornano a farsi sentire, puntando nuovamente il dito contro la piattaforma: “Recentemente, dopo una prima fase di lauti compensi (indubbiamente una mossa di marketing della multinazionale), abbiamo visto scomparire e dimezzarsi gli incentivi previsti come paga per le consegne effettuate. Quei famosi ‘dieci euro all’ora garantiti’ non erano altro che una truffa, una vera e propria menzogna”, si legge sulla pagina Facebook aperta dai fattorini a ottobre nel pieno della vertenza sui licenziamenti in casa Just Eat. I riders riferiscono di aver inviato ieri una lettera all’azienda, “spinti dalla necessita’ di chiarire la nostra situazione come lavoratori occasionali della piattaforma”. Nella comunicazione, scrivono i fattorini: “Vi contattiamo per esplicare la nostra delusione, nonche’ avere ulteriori spiegazioni inerenti al trattamento a cui siamo stati riservati dalla nostra assunzione fino ad oggi. In particolare, ci riferiamo ad una pessima e tante volte lesiva organizzazione dei turni, che premia solo ed esclusivamente chi e’ piu’ redditizio dal vostro punto di vista e non offre a tutti la possibilita’ di poter lavorare e guadagnare uno stipendio dignitoso”. In tema di salario, “alla nostra assunzione siamo stati letteralmente ingannati: ci e’ stato promesso un guadagno di ‘almeno 10 euro all’ora assicurato’- continua la lettera- ma la situazione che vediamo attualmente e’ quella di una distribuzione degli ordini non chiara, visto che non tiene mai conto della posizione geografica di un rider ma sembrano ruotare in base a statistiche a noi oscurate, nonche’ malpagata e non equa”. Infine, “gli incentivi che inizialmente erano sempre di dieci euro ad ogni turno- scrivono i riders- sono stati dapprima dimezzati e poi, dalla prossima settimana, definitivamente eliminati”. Tradotto: si profilano nuove proteste. “Non siamo assolutamente disposti a farci prendere in giro: conosciamo i nostri doveri, ma soprattutto pretendiamo i nostri diritti- si conclude infatti la lettera- e chiediamo di ricevere un trattamento dignitoso e non degradante. Annunciamo una nostra autonoma e indipendente mobilitazione in caso di mancata risposta a questa lettera”.