RetItalia, i 38 lavoratori temono il licenziamento dopo lo stop alle commesse

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“I lavoratori di RetItalia, che attualmente sono 38, si occupano di servizi informatici, come la pianificazione, sviluppo e gestione dei servizi, dei sistemi e delle applicazioni ICT, nonche’ della manutenzione e presidio delle facility informatiche presso l’ICE, Istituto per il Commercio Estero che, a sua volta, e’ al 100% del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico. RetItalia, che ha sede a Roma, e’ stata fino al 2014 societa’ in house dell’Ice, per poi essere venduta a Gepin, nonostante quest’ultima fosse gia’ in una crisi economica irreversibile. A febbraio 2015 i vertici aziendali della Gepin sono stati arrestati e messi sotto processo per bancarotta fraudolenta. Subito dopo tali vicende giudiziarie, RetItalia e’ stata acquisita dalla societa’ Corvallis di Padova”. Lo ricorda la Fiom osservando che “l’attuale commessa e’ scaduta lo scorso 15 luglio ed e’ stata prorogata fino al 14 gennaio 2020 e le attivita’ sono state assegnate con un nuovo contratto ad un RTI composto da Leonardo, Sistemi Informativi e Fastweb. Il 23 ottobre RetItalia ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i dipendenti”. Ieri, riferisce la sigla dei metalmeccanici, “si e’ svolto un secondo incontro presso l’assessorato al Lavoro della Regione Lazio in assenza di rappresentanti di ICE, che continuano a negare la propria disponibilita’ nonostante le reiterate richieste di apertura di un tavolo di confronto al Mise ed e’ stata riproposta da parte delle aziende del RTI subentrante come unica soluzione al problema occupazionale la ricollocazione di un parziale numero di lavoratrici e lavoratori di RetItalia in agenzie di somministrazione lavoro in modalita’ staff leasing e tempo determinato. Le Rsu e le organizzazioni sindacali hanno ribadito la contrarieta’ ad una soluzione parziale e precaria”.