Reddito di Cittadinanza, in Piemonte meno di 2mila assunti su 61mila

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In un anno in Piemonte sono stati stipulati 1.936 contratti a tempo indeterminato, su una platea potenziale di oltre 61.000 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Per l’assessore regionale al Lavoro della giunta di Alberto Cirio, Elena Chiorino, questa e’ la prova “del flop del puro assistenzialismo al quale vanno invece contrapposte politiche attive”. Stando agli ultimi dati, aggiornati a fine agosto 2020, su una platea di 61.972 “notificati” dal ministero del Lavoro, ovvero beneficiari facenti parte degli elenchi che l’agenzia nazionale politiche per il lavoro ha notificato alle Regioni in qualita’ di soggetti trattabili dai Centri per l’impiego, soltanto 8.009 hanno attivato un contratto, di cui 1.936 a tempo indeterminato. Gli esclusi e gli esonerati sono risultati essere 15.621. I Centri per l’impiego, gestiti da Agenzia Piemonte Lavoro e recentemente rafforzati con un progetto di nuove assunzioni, sono stati in grado di convocare per il primo appuntamento 49.637 persone, 26.720 delle quali hanno sottoscritto il cosiddetto “PdS” ovvero l’impegno nella ricerca del lavoro. Di questi, 12.463 sono stati convocati per il secondo colloquio. L’assessore Chiorino ha confermato, tramite una nota, il suo giudizio negativo sul provvedimento del governo, evidenziando come “gli stessi numeri ne dimostrino il fallimento annunciato”. Per l’esponente della giunta regionale le politiche puramente assistenzialiste, non solo non sono utili, ma si rivelano addirittura dannose. Occorre invece puntare “sulle politiche attive, in particolare sull’orientamento e sulla formazione- come la Regione sta facendo da piu’ di un anno- con misure che favoriscano davvero l’occupazione”, conclude Chiorino.