Raccolta pomodori, allarme in Puglia: precariato e violenze

Secondo la Flai Cgil, si contano 178mila lavoratori stagionali di cui 45mila di origine straniera: oltre il 51% delle aziende non è in regola con le norme sul lavoro

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Da Foggia a Lecce, da Bari a Taranto è iniziata la stagione della raccolta dei pomodori che porterà nelle campagne, secondo le stime Flai Cgil, 178.000 lavoratori stagionali di cui 45.000 di origine straniera. Sono proprio loro, insieme alle donne, quelli più esposti a forme di violenza e sfruttamento, come confermano anche i gravi episodi denunciati da Intersos proprio in questi giorni. Difficile registrare quante siano le persone effettivamente coinvolte, ma secondo le stime di Oxfam, confermate anche dall’Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, sono oltre 400.000 i lavoratori a rischio sfruttamento in Italia. La stima dell’Ispettorato nazionale del lavoro in agricoltura è che, in Italia,  il 51% delle aziende presenti delle irregolarità dal punto di vista della gestione del lavoro e in più di sei casi su dieci si stimano e raffrontano contratti di lavoro irregolari. “Si tratta di dati – spiega Antonio  Gagliardi, segretario regionale Flai-Cgil Puglia – che riscontriamo anche in Puglia dove, per esempio, soprattutto nell’area nord occidentale della provincia di Taranto e nel foggiano si registrano picchi fino all’88% di contratti che prevedono un salario inferiore a quanto previsto dai contratti nazionali per il lavoro agricolo”. I più colpiti sono i lavoratori stranieri e le donne. Il sindacato denuncia come le giornate dichiarate per queste categorie siano in realtà un terzo di quelle effettive.