L’allarme della Cgil: quarantenni precari di oggi in pensione a 73 anni

A rischio i lavoratori precari e saltuari: per loro il concreto rischio di ritardare di molto l'accesso al pensionamento rispetto all'età prevista per legge

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La pensione? Sempre più un miraggio. E secondo un allarme lanciato dalla Cgil, molti quarantenni precari di oggi rischiano di vedere la pensione non prima dei 73 anni. Naturalmente il problema di porrà per chi ha lavori saltuari e poco remunerati: nel 2035, spiega il sindacato, per andare prima dei 70 anni, precisamente a 69, saranno necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo sopra gli attuali 687 euro.

Per andare a 66 anni, sempre nel 2035 e sempre parlando dei ‘contributivi’ puri, serviranno 20 anni di anzianità e una pensione non inferire ai 1.282 euro di oggi. Per la pensione anticipata invece occorreranno 44 o 45 anni di contribuzione (rispettivamente se donna o uomo).

Questo il quadro “stando ai vincoli introdotti dalla Legge Fornero”, ha spiegato l’esperto di welfare della Cgil, Ezio Cigna. L’area “più critica”, dice, “è senz’altro quella delle carriere discontinue con orario ridotto”. Ad esempio, secondo le simulazioni del sindacato, chi ha iniziato a lavorare nel 1996 a 24 anni con un salario annuo di 10 mila euro e un part time se ha avuto un “anno di buco ogni tre lavorati” si ritroverà ad avere pensioni così basse da uscire solo a 73 anni.