La Whirlpool Napoli fermerà la produzione il primo novembre: esplode la protesta

289

Caos sul bivio A1/A3 in entrambe le direzioni tratto chiuso per manifestazione – sulla A3 Napoli-Salerno tra Ponticelli ed il bivio con la A1 Milano-Napoli. Il tratto è chiuso in entrambe le direzioni all’altezza del km 4 per una manifestazione di dipendenti della Whirpool, dopo l’annuncio di oggi dell’azienda che ha confermato la cessione. Sulla A1 Milano-Napoli si è formata una coda di 3 km tra la Diramazione di Capodichino ed il Bivio con la A3. Per il traffico diretto a Salerno si consiglia di uscire a Centro Direzionale e seguire per Paesi Vesuviani per rientrare in autostrada a Pomigliano o Nola. Sul posto è presente personale di Autostrade Meridionali e la Polizia Stradale.

Ecco il comunicato che annuncia lo stop: “Whirlpool Emea prende atto con grande rammarico della mancata disponibilita’ da parte del governo a discutere il progetto di riconversione del sito. Tale progetto, come piu’ volte sottolineato, rappresenterebbe l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilita’ nel lungo periodo dello stabilimento di Napoli”. E’ quanto si legge in una nota dell’azienda dopo l’incontro di questa mattina a Palazzo Chigi, avvenuto alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. “Whirlpool Emea durante l’incontro odierno ha ripercorso le opzioni alternative alla riconversione, non sostenibili nel medio-lungo termine – prosegue la nota -. Vista l’impossibilita’ di una discussione sul merito del progetto di riconversione e i mesi di incontri che non hanno portato ad alcun progresso nella negoziazione, l’azienda, come comunicato durante la riunione a Palazzo Chigi, si trova costretta a procedere alla cessazione dell’attivita’ produttiva, con decorrenza 1 novembre 2019”. Whirlpool ricorda che “nonostante ingenti investimenti realizzati negli ultimi anni, lo stabilimento di Napoli non e’ piu’ sostenibile per via di una crisi strutturale. Il sito – spiega – opera infatti al di sotto del 30 per cento della capacita’ di produzione installata a causa del drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e di congiunture macroeconomiche sfavorevoli, condizioni non previste ne’ in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano industriale del 25 ottobre 2018”. Secondo l’azienda, “la disponibilita’ confermata oggi dal governo e quella inclusa nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali sono misure non risolutive e che non possono incidere ne’ sulla profittabilita’ del sito di Napoli nel lungo periodo, ne’ sulla competitivita’ di Whirlpool nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)”. Whirlpool Emea tiene a anche a ribadire “la strategicita’ dell’Italia, dove sono impiegate circa 5.500 persone e dove l’azienda ha realizzato investimenti significativi nel corso degli anni, arrivando a costruire la piu’ forte presenza produttiva del settore”. In questo contesto, “confida nella continua collaborazione con il governo italiano per supportare la propria forte presenza nel Paese e per garantire che gli investimenti rendano i propri impianti competitivi per il mercato globale”.