La richiesta dei Professionisti: “Aggiornare l’equo compenso”

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In questo senso, l’Associazione ha sottoposto alla Commissione una ipotesi di articolato condiviso per la redazione di un testo organico da esaminare. Nel testo, tra le altre cose, si definisce come equo il compenso pattuito, ai sensi dell’art. 9 comma 4 del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1, quando questo risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, e conforme ai parametri stabiliti con apposito decreto dal Ministro competente. Secondo i professionisti “i parametri indicati si applicano quando, all’atto dell’incarico o successivamente, il compenso dovuto non è stato determinato in forma scritta, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale è giustificata da un motivo imperativo di interesse generale. Il testo prevede anche un passaggio fondamentale dedicato alle Pubbliche Amministrazioni. Queste, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, devono garantire sempre il rispetto del principio dell’equo compenso, in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in seguito all’adozione ufficiale del provvedimento. Dunque, alle Pubbliche Amministrazioni deve essere vietato l’affidamento gratuito di prestazioni professionali”. ProfessionItaliane si augura che la discussione possa portare al più presto all’approvazione del testo definitivo di un provvedimento che il mondo delle professioni ritiene determinante per il proprio futuro