Imprese: la parola d’ordine adesso è “smart working”

Tutti a lavoro da casa: l'emergenza coronavirus non ferma le imprese, fermo restando la tutela della salute delle "persone che rappresentano la priorità"

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L’emergenza coronavirus non ferma le imprese e la parola d’ordine per i dipendenti è smart working. Nelle aziende si ritiene che “il lavoro deve andare avanti”, salvaguardando e tutelando la salute delle “persone che rappresentano la priorità”. Nei palazzi delle grandi aziende sono state attuate tutte le misure precauzionali, informando i dipendenti sulle “norme comportamentali” da adottare.

Nei negozi di CityLife a Milano, l’area dove si trovano anche le torri di Allianz, Generali e Pwc, si registra un numero di clienti inferiore alla media giornaliera, complice anche la scelta di molti di lavorare da casa. Nella piazza antistante il centro commerciale ogni tanto si scorge qualche mamma che stringendo la mano al figlio attraversa rapidamente la strada. Ridotta anche l’attività dei riders che lavorano con gli esercizi commerciali della zona per le consegne a domicilio.

Nella torre di Generali la presenza dei dipendenti è leggermente inferiore alla media, con molti che hanno accolto l’invito ad adottare lo smart working. Costituita una task force che sta monitorando l’evolversi della situazione. All’ingresso della torre è stata offerta la possibilità di misurare la temperatura corporea. Sono alcuni dipendenti a commentare la giornata con una “presenza simile a quella di un normale venerdì di un ponte lungo”. Analoga situazione anche nella torre di Allianz dove il 50% dei 2.600 ha deciso di lavorare da casa. Chiusi il bar al ventitreesimo piano, le mense e la palestra.