I sindacati: “Chiudere le fabbriche fino al 22 marzo”

La nota congiunta delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm

295

“Da giorni stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni piu’ adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree piu’ colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati. Data la difficolta’ generalizzata a un’esatta e puntuale applicazione nei luoghi di lavoro delle misure sanitarie prescritte dal Governo, a cui chiediamo norme chiare e cogenti per le imprese, e l’oggettiva penuria di dispositivi di protezione individuale utili a prevenire i contagi, riteniamo necessaria una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro”. Cosi’, in una nota congiunta, le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

“Ovviamente sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonche’ i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli gia’ collocati in smart working. Chiediamo quindi di concordare fermate produttive ‘coperte’ – aggiungono – innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa;
in mancanza di cio’ dichiariamo sin d’ora l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal Contratto utilizzato. A copertura di cio’ proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie. Eventuali periodi di fermata inferiori potranno essere concordati con la rappresentanza sindacale o con le organizzazioni sindacali territoriali previa verifica dell’adozione di tutte le misure sanitarie possibili”, concludono i sindacati.