Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia: “comandano” i rumeni

Diffuso il IX Rapporto Annuale sul ruolo e sulle dinamiche dell'occupazione dei cittadini comunitari e non

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E’ stato presentato il IX Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”, che approfondisce il ruolo e le dinamiche dell’occupazione dei cittadini comunitari e non comunitari, valorizzando e incrociando fonti di diversa natura, come il Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie e i dati su popolazione residente, forza lavoro, ammortizzatori sociali, previdenza, infortuni e imprese con titolari stranieri.

“Sul lavoro, fondamento della nostra Repubblica, si costruisce anche la cittadinanza di quanti iniziano in Italia una vita nuova – si legge nel rapporto – Il lavoro è una leva d’integrazione che non si limita all’emancipazione socio-economica, ma investe una dimensione più personale, e per questo totalizzante, fatta di relazioni, confronto, condivisione di difficoltà e successi, senso di appartenenza. Il Rapporto sugli stranieri nel mercato del lavoro misura, quindi, anche l’integrazione, mostrando la strada percorsa, segnalando i vicoli ciechi e indicando le svolte da seguire”.

Stando ai dati riportati, I cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 5,144 milioni, pari all’8,5% della popolazione. Sono aumentati a un ritmo piuttosto lento tra l’inizio del 2015 e l’inizio del 2017, mentre una crescita più robusta è avvenuta nel corso del 2017, con un dato d’inizio 2018 superiore di quasi 100 mila unità rispetto all’anno precedente.
Se la classifica delle comunità più numerose continua a essere guidata da romeni (1,190 mila), albanesi (440 mila), marocchini (417 mila), cinesi (291 mila) e ucraini (237 mila), sono altre le nazionalità che hanno fatto registrare i tassi di crescita più significativi. In particolare, la comunità nigeriana è cresciuta del 19,8% nel 2018, dopo il +14,6% fatto segnare nel 2017, quella ivoriana del 15,7% (+4,4% nei 12 mesi precedenti), quella bangladese del 7,8% (+3,1%), quella egiziana del 6,0% (+2,6%) e quella pakistana del 5,5% (+6,3%).

Ecco il Rapporto completo.