Gli stipendi italiani in calo: persi 1000 euro l’anno dal 2010

Lo spiega il rapporto “Retribuzioni e mercato del lavoro: l’Italia a confronto” della Fondazione Di Vittorio

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Un crollo di oltre mille euro l’anno: è quanto accaduto agli stipendi degli italiani dal 2010 al 2017. Lo spiega il rapporto “Retribuzioni e mercato del lavoro: l’Italia a confronto” della Fondazione Di Vittorio, nel quale si legge che a confronto “le retribuzioni medie tedesche rivelano un netto miglioramento rispetto al 2010… nello stesso intervallo, si registra un guadagno in tre degli Stati considerati (Germania, Francia e Belgio), un ritorno al livello del 2010 in Olanda ed una flessione dello stesso ordine di grandezza della nostra in Spagna. Le retribuzioni italiane risentono, della maggiore severità della crisi nel nostro Paese, e anche della maggior lentezza nel recupero, con analogie con il caso della Spagna”.

Un sistema sempre più fermo – come riporta affaritaliani.it – dove c’è anche da aggiungere che interi settori produttivi vivono senza garanzie sociali. La precarietà del lavoro e la mancanza di contratti adeguati alle mansioni svolte sembrano ormai la situazione caratterizzante per intere fasce di lavoratori. Nel dettaglio tra il 2010 e il 2017 gli stipendi generali italiani sono passati dai 30.273 euro medi lordi l’anno a 29.214, con una perdita di 1.059 euro, circa il 3,5 %. Se tutto il sistema Paese è in stagnazione i dirigenti dello Stato non ci stanno. Loro sono i principali motori della leve pubbliche del Paese, uno degli attori forti che potrebbe facilitare la vita a  milioni di cittadini e che detengono le vere leve del potere in Italia. E si vede: la dirigenza della Pubblica Amministrazione italiana resta la categoria meglio retribuita.