Ex Ilva, domani summit al Mise tra sindacati e azienda

Incontro con i rappresentanti dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil sulla procedura ex articolo 47 di retrocessione dei rami d'azienda

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E’ stato fissato per venerdì pomeriggio al Mise l’incontro su ArcelorMittal con i sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e l’azienda, sulla procedura ex articolo 47 di retrocessione dei rami d’azienda. Due giorni fa le stesse sigle hanno inviato una lettera facendo richiesta di incontro.

“La situazione è difficile e i tempi delle decisioni devono essere rapidi. Per noi non ci sono le condizioni per recedere dal contratto, per noi ArcelorMittal deve applicare tutte le parti del contratto”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite di Tagadà su La7. “Non voglio perdere neanche un posto di lavoro – ha detto – non è una discussione accettabile quella sugli esuberi. Lì si deve continuare a produrre acciaio, garantendo la salute di cittadini e lavoratori”.

Sulle scelte del passato che ritornano e i nodi che vengono al pettine “l’Ilva ne e’ un altro esempio. Gli ex proprietari, i Riva, hanno finanziato le campagne elettorali di partiti da destra a sinistra, e ne hanno ottenuto in cambio decreti Salva Ilva come se piovesse, sempre rigorosamente fregandosene dell’ambiente e della salute dei cittadini di Taranto”. Cosi’, in un post su Facebook, il ministro e leader del M5S Luigi Di Maio. “Come Movimento eravamo riusciti a garantire tutti i posti di lavoro e avevamo ottenuto un piano ambientale rigoroso, grazie al quale sono stati già coperti in gran parte i parchi di polveri di ferro che ammantano la città di rosso. Ovviamente questa non e’ la soluzione definitiva, ma era quell’inizio di percorso che non era mai stato nemmeno ipotizzato e che ora rischia di saltare. Noi non lo permetteremo. Ora e’ il momento di riconoscere le lezioni che la storia presenta a questo modo di fare politica, ed e’ per questo che e’ cosi’ importante”, aggiunge Di Maio.