Ex Ilva, allarme dei sindacati: a rischio l’occupazione

Sotto accusa la decisione di abrogare la norma che prevedeva "non una immunità penale ma una immunità limitata alla realizzazione del piano ambientale, e dunque a perimetro e a portata limitata"

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La decisione di abrogare la norma che prevedeva “non una immunità penale ma una immunità limitata alla realizzazione del piano ambientale, e dunque a perimetro e a portata limitata”, è un “fatto grave” che aggiunge ulteriore incertezza al futuro di ArcelorMittal nel nostro Paese: quello che si profila ora sarà “nella migliore delle ipotesi il rischio di una drastica riduzione dell’occupazione, nella peggiore il prologo ad un disimpegno a lasciare il nostro paese”. Così i leader di Fim Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Francesca Re David e Rocco Palombella, criticano l’emendamento votato dalla commissione al Senato che depenna dal Dl salva imprese la norma sull’immunità ai vertici di Arcelor Mittal, nuovi proprietari dell’Ex Ilva, previsto dall’addendum al contratto di acquisto siglato nel settembre 2018.

“Non ha nessuna credibilità un’azione politica e aziendale che ad un anno di distanza cambia le carte in tavola e agevola negativamente la congiuntura non favorevole dell’industria italiana. Abbiamo da giorni chiesto un incontro con la nuova Ad, Lucia Morselli, e con il Governo che siamo a risollecitare. Se non otterremo una conferma di tutti gli impegni presi avvieremo al più presto un percorso di mobilitazione”, prosegue.

La decisione di cancellare la norma dunque “insieme al repentino cambio al vertice di ArcelorMittal Italia non fa presagire nulla di buono. Nella migliore delle ipotesi si profila il rischio di una drastica riduzione dell’occupazione, nella peggiore è solo il prologo ad un disimpegno e a lasciare il nostro paese”, proseguono Fim Fiom e Uilm.

(adnkronos.com)