Durigon: il salario minimo rischia di alzare il costo del lavoro

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Da ex sindacalista, sottosegretario nel ministero guidato da Di Maio ed esponente del partito di Salvini, non ha avvertito l’anomalia di un incontro con le forze sociali al Viminale. “No – risponde in una intervista a “Il Mattino” Claudio Durigon, fino al 2017 vicesegretario dell’Ugl e oggi sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali – e’ noto che nel governo ci sono due forze distinte. Conte ha ricevuto i sindacati, noi della Lega abbiamo fatto un incontro con tutte le parti sociali con l’obiettivo di raccogliere idee e confrontarci in vista della manovra”. Cosi’ e’ come se a Roma ci fossero due governi… “Io i due governi non li vedo. Ognuno giustamente cerca di portare avanti le sue posizioni fino al momento della sintesi”. Sul salario minimo pero’, cavallo di battaglia di Di Maio, la Lega e’ contraria. “Intanto ieri abbiamo ascoltato oltre quaranta rappresentanti di categoria e tutti sono contrari o manifestano perplessita’. Io, peraltro, non dico di no per principio: affermo che il salario minimo va fatto con equilibrio per non alzare il costo del lavoro, soprattutto per le piccole e medie imprese. Tuttavia se si indica un livello adeguato, comprensivo di tutti i costi aziendali, i quali sono benefici differiti per il lavoratore, si puo’ fare”. Del resto e’ uno dei punti programmatici di Ursula von der Leyen per il suo mandato alla Commissione Ue. “C’e’ una differenza notevole tra l’Italia e il resto d’Europa perche’ da noi la contrattualizzazione ha una copertura enorme del mercato del lavoro. Pero’, ripeto, il ragionamento si puo’ fare”.