Cucine Berloni in liquidazione, 85 dipendenti dello storico marchio rischiano il posto

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Sono 85 i posti a rischio alla Berloni di Pesaro dopo la decisione improvvisa della società Berloni Group srl di mettere in liquidazione l’azienda. Operai in sciopero oggi e picchetto davanti allo stabilimento dopo la notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno per un’impresa in salute: ordini in crescita del 25% rispetto all’anno scorso, 15 milioni di euro di fatturato e negozi monomarca in ascesa. Oggi gli operai parlavano di un «delitto perfetto» perché si «uccide una fabbrica che ha ordini a non finire, con assunzioni di otto persone fino a tre mesi fa». Un marchio storico che nasce nel 1960 dai fratelli Antonio, classe e Marcello Berloni, originari di Serrungarina, quinta elementare, figli di contadini, con grande voglia di creare un impero che ha toccato l’equivalente di 200 milioni di euro di fatturato fino ai primi anni Duemila con 400 dipendenti. Nel 2012 la cassa integrazione per 380 addetti e il concordato. Nel 2014 inizia l’avventura di Berloni Group, prima in affitto poi l’acquisto di un ramo d’azienda di Berloni spa da parte di proprietari taiwanesi, decisi a investire nel Pesarese in uno dei settori più riconoscibili del Made in Italy. Una ripresa che sembrava marciare fino alla decisione di liquidare l’azienda.