“Covid, serve blocco dei licenziamenti almeno fino ad ottobre”

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Prolungare lo sblocco dei licenziamenti e la cassa Covid al 31 ottobre ed acceleare sul fronte delle politiche attive. Sono le richieste avanzate dal segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, nel corso del confronto con il Ministro del Lavoro Orlando. “Pur apprezzando gli sforzi fatti dal Governo, continuiamo a ritenere la data del 30 giugno troppo vicina per la fine del blocco dei licenziamenti, alla luce della attuale situazione epidemiologica e dei tempi della campagna vaccinale. Va fatto uno sforzo ulteriore. Cosi’ come non condividiamo la scelta di aver lasciato ancora una volta fuori dalle indennita’ Covid alcune categorie di lavoratori. Il Governo deve rimediare nella fase di conversione in Legge del Dl Sostegni a questa grave lacuna”. “La distinzione presente nel decreto tra datori di lavoro rientranti nel perimetro Cigo e datori rientranti nel quadro dell’ assegno ordinario e Cig in deroga – sottolinea Sbarra – non trova riscontro nella situazione reale ancora molto grave sotto il profilo sanitario ed economico. Chiediamo dunque di eliminare questa distinzione allineando le causali e spostando in avanti sia la cassa covid, sia la fine del blocco generalizzato dei licenziamenti almeno sino al 31 ottobre”

Secondo Sbarra, bisogna altresi’ prorogare le indennita’, allargandole ai soggetti oggi esclusi gia’ dal decreto di agosto: titolari delle partite Iva, collaboratori iscritti alla gestione separata dell’ Inps, collaboratori autonomi non iscritti alla gestione separata, operai agricoli, colf e badanti. Inoltre, bisogna raddoppiare da tre a sei mesi il Rem per quanti hanno visto scadere la Naspi e la Discoll nel corso dell’ultimo anno, sganciandole dall’Isee. Sul lavoro agile – sostiene Sbarra – va inserita una norma che stabilisca che dopo il 30 aprile l’esonero dell’obbligo di accordo individuale avvenga solo in presenza di un accordo collettivo”. Infine sulle politiche attive, La Cisl apprezza l’impegno del Ministro Orlando ad aprire un tavolo di confronto specifico a maggio. “Ma – afferma Sbarra – bisogna accelerare le procedure di assunzione e di reclutamento delle 11.600 persone nei centri pubblici per l’impiego. Tutto e’ ancora fermo. Occorre concordare finalmente un piano di politiche attive che faccia leva sul fondo competenze e sull’assegno di ricollocazione, incentivando le aziende ad impegnare i contratti di solidarieta’ difensivi e spostando l’asticella dei contratti di solidarieta’ espansivi al di sotto dei 250 dipendenti perche’ non possiamo tagliare fuori le piccole e medie imprese. Sono cambiamenti e miglioramenti questi che chiediamo vengano raccolti dal Parlamento nella fase di conversione in Legge del provvedimento”.