Bando infermieri della Protezione civile, pervenute 9448 domande

Sono quasi venti volte più della quantità richiesta

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In 9.448 hanno risposto “Ci sono” alla chiamata della Protezione civile per dare supporto, aiuto e collaborazione professionale ai colleghi delle zone d’Italia dove c’è il maggior numero di contagi e morti per COVID-19, quasi venti volte di più della richiesta.
“Sono infermieri esperti nelle specialita’ necessarie a quelle zone, dalla terapia intensiva alla pneumologia. Lo sono perche’ l’assistenza degli infermieri ormai da oltre un quarto di secolo e’ specializzata e mirata solo a una cosa: assistere il paziente per la tutela della sua salute”, spiega in una nota la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche.

“Lo sono – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi -. per la loro naturale formazione e anche perche’ gran parte di loro e’ pronta proprio per COVID-19: come ha testimoniato l’Istituto superiore di Sanita’, il settore infermieristico-ostetrico e’ quello che per la stragrande maggioranza ha partecipato da subito al corso di aggiornamento sul coronavirus dell’Istituto superiore di Sanita’ per sapere come affrontarlo, come cercare di sconfiggerlo con scienza e senza mai dimenticare la propria coscienza”.

“Non abbiamo mai avuto dubbi come Federazione sulla preparazione, la volonta’ di vicinanza e di non lasciare mai soli colleghi e cittadini – dice ancora Mangiacavalli – e questa ne e’ la prova. Le domande avrebbero sicuramente potuto essere anche di piu’, ma gli infermieri sono pochi e quasi tutti sono gia’ impegnati nelle loro Regioni nella lotta al virus, o direttamente in prima linea o anche assistendo comunque chi sta male e ha bisogno di loro, perche’ anche le altre malattie non si fermano. I posti sono solo 500 e loro lo hanno sempre saputo, ma la voglia di esserci, di dare supporto a chi ha bisogno e’ piu’ forte della consapevolezza che non tutti potranno essere li. Ora ci auguriamo anche che questi 500, cosi’ come tutti gli altri gia’ in prima linea, possano avere le necessarie tutele (dispositivi di protezione individuale, tamponi ecc.) per non dover mai cedere al virus e perche’ anche la loro salute sia tutelata”.

“Eppure, tra gli infermieri – continua – c’e’ il maggior numero di operatori sanitari positivi a COVID: circa 4mila. Tra gli infermieri c’e’ chi muore di COVID per assistere ed essere vicino ai pazienti, ma lo fa comunque senza il minimo tentennamento. Tra gli infermieri il principio e’ uno solo: prendersi cura, perche’ il loro obiettivo assoluto e’ la salute di tutti. E lo hanno dimostrato nei fatti, chiunque lo ha visto e lo puo’ vedere ogni giorno, ogni ora, purtroppo in un’emergenza a cui nessuno di noi avrebbe voluto mai, invece, assistere”.

“Grazie a loro e alla loro volonta’ – conclude Mangiacavalli – grazie da parte della Federazione, ma ritengo questo sia un grazie che tutto il paese, e il ministro della Salute Speranza lo ha fatto per primo, gli rivolge in questo momento. E da domani, da quando la Protezione civile selezionera’ chi di loro potra’ andare ‘al fronte’ della pandemia, i nostri esperti in maxiemergenze saranno li, uniti alla Task Force di cui ora fanno parte i 300 medici scelti con lo stesso criterio, per formare davvero una prima linea d’assalto senza precedenti contro il virus”.