DISEGNO DI LEGGE ZAN-SCALFAROTTO SULL’OMOFOBIA. CEI (CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA): “NON SERVE UNA NUOVA LEGGE, BASTA PROMUOVERE L’IMPEGNO EDUCATIVO”. SODDISFATTO MARIO ADINOLFI (POPOLO DELLA FAMIGLIA): “NON SI LEGIFERA CONTRO I CATTOLICI”!

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“La Conferenza episcopale italiana ha appena ufficialmente preso posizione: la legge Zan-Scalfarotto ‘rischierebbe di aprire derive liberticide’. Chi diceva che il Popolo della Famiglia fosse isolato nella sua battaglia contro la legge sull’omofobia ha ricevuto ora la sua risposta. Caro Conte (e caro Pd e caro Renzi), contro milioni di cattolici non si legifera”.
Così Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, commenta la netta presa di posizione della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) sulla proposta di legge Zan-Scalfarotto sull’omofobia, rispetto alla quale nella giornata di oggi il massimo organismo di governo dei Vescovi italiani si è pronunciata chiaramente con una nota dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, dicendo a chiare lettere (il titolo basta da solo a chiarire il senso del comunicato) che sul tema dell’omofobia “non serve una legge”, poichè secondo i Vescovi “esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento e persecutorio”. Secondo il documento della CEI un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide per cui più che sanzionare la discriminazione si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione”.
Il documento assume una particolare importanza perché apre uno squarcio nel dibattito tra fronti diametralmente opposti, facendo recuperare così alla Chiesa una posizione di indirizzo chiara che negli ultimi anni, soprattutto dopo l’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, sembrava nei fatti aver scelto di demandare ad altri. Ed è proprio il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, tra i promotori del Family day del 2015 e del 2016 convocati proprio contro l’approvazione della legge sulle unioni civili italiane, a ricordarci che “se per testimoniare verità evidenti bisognerà pagare con la galera che la legge Zan ci prepara, noi vi diciamo eccoci, ammanettateci tutti”, denunciando di contro la “violenza” perpetrata a danno dei militanti pro life e pro family italiani riempiti continuamente di insulti sui social per le proprie idee che non si piegano al politically correct.

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