Sindacati contro Il Governo sul Decreto Scuola, l’11 novembre in piazza

163

Appena ieri e’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, oggi entra in vigore e gia’ il decreto scuola o “Salva precari bis” licenziato dal Consiglio dei ministri il 10 ottobre scorso e’ al centro di forti polemiche da parte dei sindacati e delle opposizioni. Nelle prossime ore verra’ trasmesso alle Camere e si dovrebbe avviare in tempi rapidi l’iter, prima in commissione poi in Aula, di conversione in legge, partendo dalla Camera. Il provvedimento contiene provvedimenti attesi da tempo, in particolare i due concorsi, straordinario e ordinario, per assumere complessivamente 48 mila docenti nella scuola secondaria. Si prevede inoltre: la revisione della modalita’ di reclutamento dei dirigenti scolastici, la revisione della procedura per assunzione dei lavoratori negli appalti delle pulizie, la proroga della validita’ delle graduatorie di merito del concorso 2016 e la procedura per assumere in altre regioni vincitori e/o idonei dei concorsi del 2016 e del 2018 nel 2020/2021. E ancora, si escludono i presidi e il personale Ata, amministrativo tecnico e ausiliario dalla rilevazione delle impronte digitali, previste dal precedente governo, l’estensione del bonus di merito ai docenti precari, il concorso per Dirigenti tecnici del Miur e il concorso riservato ai facenti funzione dei Direttori dei servizi generali amministrativi. Il provvedimento pero’ ha fatto infuriare i maggiori sindacati della scuola, proprio quelli che da mesi trattano con il ministero dell’Istruzione – prima con il governo giallo verde, poi con l’attuale – per la soluzione dei problema della ‘supplentite’ troppo presente nella scuola italiana. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno indetto una mobilitazione per l’11 novembre, con un’iniziativa a Roma nel pomeriggio e diversi presi’di concomitanti in altre citta’. Il sindacato Anief, che gia’ aveva proclamato uno sciopero per il 12, propone di manifestare tutti insieme. Tre i punti del decreto che non piacciono ai sindacati: la partita dei concorsi abilitanti, che secondo i sindacalisti deve essere inserita in un collegato alla legge di bilancio; la questione che riguarda i diplomati magistrali, per i quali chiedono la proroga delle previsioni del decreto dignita’; infine l’esclusione dal concorso riservato per accedere ai posti di Dsga (Direttori servizi generali amministrativi) del personale che ha ricoperto questo incarico nella scuola per almeno tre anni e che non ha la laurea, esclusione che per i leader dei cinque sindacati – Francesco Sinopoli (Cgil), Maddalena Gissi (Cisl), Pino Turi (Uil), Elvira Serafini e Rino Di Meglio – “e’ inaccettabile”. Intanto in serata e’ emerso che l’ultima bozza della manovra stanzia dal 2020 30 milioni in piu’ per il fondo retribuzioni dei dirigenti scolastici e 11 milioni in piu’ per il “potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica”. Aumenta anche lo stanziamento per “l’innovazione digitale nella didattica” (2 milioni in piu’). Vengono poi destinati 15 milioni nel 2020 e 20 a partire dal 2021 per il funzionamento delle scuole “che operano in contesti socio-economici svantaggiati”. Infine sono previsti fondi in piu’ per le borse di studio per l’universita’: nell’ultima bozza della manovra si prevede, a partire dal 2020, un aumento di 16 milioni l’anno del fondo per la concessione delle borse.