Scuole, si assumono i lavoratori delle ditte di pulizie: ma in 5mila restano fuori

93

Il ministero dell’Istruzione pubblicato il decreto per l’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole, slittata’ pero’ all’1 marzo dell’anno prossimo, confermando le 11.263 assunzioni, ma “anche le migliaia di licenziamenti” di coloro che non saranno assunti dallo Stato. Immediata e’ allora la risposta dei sindacati di categoria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti, gia’ settimane gia’ mobilitati su questo fronte: domani, per ribadire che si profilano ‘solo’ 11.263 stabilizzazioni su 16.000 addetti ex lsu (lavori socialmente utili) e degli appalti storici di pulizia, scenderanno in piazza con Cgil-Cisl-Uil nell’ambito delle manifestazioni programmate per denunciare la mancanza di risposte adeguate alle tante crisi aperte in Italia. In Emilia-Romagna ad esempio ci sono oltre 800 persone che lavorano negli appalti ma qui sono previste circa 500 assunzioni e dunque c’e’ il rischio di 340 licenziamenti. In Toscana si contano 823 persone negli appalti, 608 posti disponibili e 215 esuberi. Il decreto ministeriale, dicono Filcams-Fisascat-Uiltrasporti, “pur recependo alcune delle nostre proposte, a partire dal riconoscimento dei periodi di sospensione per i lavoratori degli appalti storici, non garantisce il posto di lavoro e il reddito a tutti i 16.000 dipendenti oggi occupati negli appalti di pulizie e ausiliariato delle scuole statali di ogni ordine e grado”. Chi resta fuori, e probabilmente non sara’ confermato neppure dalle cooperative che oggi hanno in gestione gli appalti, vedra’ dunque ‘saltare’ la sua fonte di reddito attuale. Per di piu’ c’e’ taglio di 170 milioni di euro -accantonati nella legge di bilancio 2019 su quelle risorse che oggi servono “a dare risposte e soluzioni per tutte le lavoratrici e lavoratori”, evidenziano Cgil-Cisl-Uil.