Scuola, sciopero di 24 ore dei sindacati contro Invalsi

48

Il 6 maggio Usb Scuola, insieme ad Unicobas e Cobas Sardegna, sciopereranno tutto il giorno e terranno un presidio davanti al ministero della Pubblica Istruzione a Roma, secondo un comunicato del sindacato. “La data simbolo e’ quella delle prove Invalsi, test finalizzati a valutare nulla delle capacita’ critiche, degli avanzamenti degli apprendimenti, dei progressi individuali degli studenti ai quali ci opponiamo da sempre con lo sciopero di mansione – si legge nella nota -. Quest’anno invece proclamiamo lo sciopero dell’intera giornata, perche’ in una condizione in cui la Scuola dovrebbe essere al centro dell’attenzione di ogni membro del Governo e del Parlamento per consentire la frequenza in assoluta sicurezza del 100% degli studenti e dei lavoratori, si da’ il via a riaperture propagandistiche, senza quelle condizioni che, come diciamo da un anno e piu’ ormai, devono essere messe in atto immediatamente per garantire contemporaneamente il diritto alla salute e il diritto all’istruzione dal nido all’universita’”.

“Ribadiamo che per aprire le scuole completamente e in assoluta sicurezza occorrono: l’immediata assunzione in ruolo delle migliaia di precari con almeno tre annualita’ di servizio svolte attraverso un concorso per titoli e servizi; l’immediata assunzione in ruolo degli insegnanti di sostegno specializzati; un piano di mobilita’ su tutti i posti vacanti per consentire il ritorno nelle proprie province dei docenti esiliati dalla legge 107; l’abolizione del vincolo quinquennale per i neo-immessi in ruolo; l’aumento concreto di assunzioni del personale Ata, oggi piu’ che mai oberato di compiti e responsabilita’ divise tra le troppo esigue forze in servizio; la riduzione reale del numero di alunni ad un massimo di 15 per classe che garantisca ambienti salubri e una didattica efficace; un piano di edilizia scolastica che risolva le gravi carenze strutturali degli edifici in cui lavoratori e studenti trascorrono la massima parte della loro attivita’; l’avvio del secondo bando per l’internalizzazione del personale di pulizia nei ruoli Ata, che chiuda un capitolo vergognoso di sfruttamento dei lavoratori; il ritiro immediato dell’intesa sulla regolamentazione del diritto di sciopero che riduce sensibilmente le possibilita’ di azioni di protesta sia da parte dei singoli lavoratori che da parte delle Organizzazioni Sindacali conflittuali”. “Chiediamo che il MIUR si impegni a investire i fondi del Recovery Plan non sulla digitalizzazione e sulla didattica a distanza, ma sui reali bisogni della Scuola”, concludono.