“Scuola, no a classi pollaio se ci sono alunni con disabilità”

290

“So per esperienza che e’ difficile lavorare in classi di 28-30 persone, ancora di piu’ se ci sono ragazzi con disabilita’ o bisogni educativi speciali. Ci sono norme molto belle che prevedono la personalizzazione dell’insegnamento in base all’alunno, ma insegnare in trenta modi diversi e’ difficile. E’ chiaro che non e’ una misura immediatamente realizzabile, ma si puo’ iniziare”. Lo afferma la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un’intervista al Fatto Quotidiano. La ministra del Miur conferma di avere “inserito nel Milleproroghe l’obbligo di non avere piu’ di 20 studenti in una classe in cui ci siano disabili, spero il Parlamento condivida. Un primo passo verso la totale abolizione delle classi pollaio, per cui serve tempo”. L’emendamento indicato dalla ministra dell’Istruzione e’ il 6.45 e figura tra quelli indicati, seppure indirettamente, anche dall’Anief, il sindacato che da anni chiede un ritorno ai parametri di creazione delle classi pre-riforma Gelmini e ad una maggiore attenzione ai diritti degli alunni portatori di disabilita’, sempre piu’ spesso costretti a ricorrere in tribunale per vedersi assegnate le ore e i docenti di sostegno. Per contrastare un malcostume, tutto italiano, che lede fortemente il diritto allo studio e quasi sempre aggira pure i limiti imposti dalle norme sulla sicurezza e la prevenzione degli infortuni.

“I vantaggi nell’approvare una norma come quella presentata dalla ministra sono indiscutibili”, spiega l’Anief, che li ha riassunti in un emendamento all’ultima legge di bilancio: migliorare il rapporto alunni-docenti avrebbe “ricadute positive sulla didattica e sull’apprendimento degli alunni” e consentito “di assicurare agli studenti ambienti idonei allo svolgimento delle attivita`, laboratori e aree comuni di condivisione”. Inoltre, “ridurre il numero massimo di alunni per classe garantisce inoltre sicurezza, igiene e vivibilita` degli ambienti di apprendimento”, oltre che agevolato “la piena integrazione degli studenti disabili, spesso inseriti in classi composte da piu` di 20 allievi, in deroga a quanto previsto dall’attuale normativa”. “La migliore vivibilita’ dei nostri istituti scolastici, l’elevazione dell’offerta formativa e l’assolvimento del diritto allo studio – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – passano per l’approvazione di questo genere di provvedimenti: adeguare il numero degli allievi per classi e’ una priorita’ assoluta. La quale, in presenza di alunni con sostegno, diventa imprescindibile. Questo provvedimento, assieme alla scomparsa degli organici di fatto, alla costituzione del tempo pieno in tutte le province e alla valorizzazione del personale docente, attraverso stipendi finalmente adeguarti al ruolo e l’adozione di carriere professionali sino ad oggi negate, oltre che quelle dell’azzeramento del precariato e della costituzione di un reclutamento finalmente equo, costituiscono i punti centrali per il rilancio della scuola italiana”, conclude il sindacalista.