Scuola, nel 2020 c’è il maxi turn over: servono 250mila nuovi docenti

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“Con l’inizio di dicembre, si torna a parlare di pensionamenti. Quelli che nel comparto Istruzione l’anno prossimo avranno una consistenza da record. Oltre alle canoniche uscite, derivanti della pensione di vecchiaia e d’anzianita’, si aggiungeranno le tante prevedibili domande di docenti, Ata e dirigenti scolastici che detengono i requisiti per aderire ai vari sistemi attivi di uscita anticipata dal lavoro”. Lo scrive in una nota l’Anief. “Si tratta di decine di migliaia di dipendenti interessati ad Opzione Donna, Ape Social (che nella scuola e’ ingiustamente prevista solo per i maestri delle scuola dell’infanzia) e Quota 100. Quest’ultimo – continua il sindacato -, riservato a chi ha almeno 62 anni e 38 di contributi, dovrebbe far liberare almeno altri 30 mila posti in piu’ rispetto ai 27 mila gia’ rimasti vuoti per via delle adesioni del 2019 mai colmate. Considerando il turn over naturale, solo tra i docenti si rischia concretamente di arrivare a 100 mila posti a tutti gli effetti vacanti da rimpiazzare. I quali si andranno ad aggiungere ai 150 mila che continuano a permanere in organico di fatto (60 mila solo su sostegno). In tutto, si tratta di 250 mila insegnanti precari, dunque almeno 50 mila in piu’ di quelli che sono serviti nel 2019 e che tra l’altro ancora devono essere tutti contrattualizzati, con ampio ricorso alle Mad e agli annunci su internet, social compresi”.

“Come abbiamo annunciato in audizione alla Camera, i posti che si vanno a scoprire vanno da subito assegnati alle operazioni di assunzione e mobilita’ – dice Marcello Pacifico, presidente Anief -. A tal proposito, e’ fondamentale che questa settimana a Montecitorio si accolgano le modifiche al decreto salva precari che prevedono il recupero completo dei posti venutisi a liberare a seguito di ‘Quota 100′, in modo da assolvere le legittime attese di coloro che sono inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato: l’emendamento e’ stato gia’ approvato dalle Commissioni Cultura e Lavoro ed ora e’ atteso alla prova dell’Aula”.