Scuola, la Cgil: “Il Dl rischia il blocco a causa della Ragioneria, serve trasparenza”

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“Oggi partira’ l’iter di conversione in legge del Decreto scuola e ricerca (DL 126/2019). Dal Parlamento arriva la notizia che la Ragioneria generale dello Stato avrebbe espresso parere negativo su alcuni emendamenti gia’ discussi e approvati dalle commissioni Lavoro e Cultura”. E’ quanto si legge in una nota del sindacato Cgil scuola, con la quale si chiede che “la conversione in legge mantenga l’impegno preso verso i diritti e le aspirazioni delle migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti”.

“Non vorremmo – si sottolinea – che si facessero rilievi infondati e basati su argomentazioni giuridicamente astratte e avulse dalla situazione concreta o, peggio ancora, si assumessero posizioni pregiudiziali e di natura politica. Sarebbe molto grave se a seguito di questi rilievi il Mef assumesse posizioni di natura eminentemente politica su ambiti che non sono di sua stretta pertinenza. La Ragioneria porti in trasparenza tali rilievi supportandoli con dati e riferimenti normativi”. Per il sindacato del comparto scolastico occorre “una discussione aperta e informata svolta nelle sedi opportune, per evitare che la tecnocrazia superi le prerogative parlamentari. Il decreto Scuola e ricerca e’ un provvedimento molto atteso anche per la portata ‘storica’ di alcune misure sul precariato in esso contenute”.