Scuola, il ministro: le differenze tra regioni esistono

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“Sulla Scuola ci siamo sempre mossi con cautela e attenzione. In base a un principio semplice: l’autonomia puòessere un’opportunità. Se ci sono territori che pensano di poter utilizzare meglio le risorse nazionali, e di poter aggiungere risorse proprie per migliorare il settore dell’Istruzione, perché impedirlo?”: così il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (Lega). “In alcune Regioni, penso, ad esempio, alla Lombardia, ogni anno si rischia di partire con migliaia di cattedre vuote perché mancano i docenti”, afferma Bussetti in una intervista alla Stampa. “Molti insegnanti dopo essere stati assunti tornano a casa, spesso nel Meridione. E ciò accade anche a causa dell’elevato costo della vita. Tali incentivi riguarderebbero, comunque, se vogliamo entrare nel dettaglio tecnico, il salario accessorio. Essendo pagati con risorse regionali, risulta dunque evidente che non si sottrae neppure un solo euro al sistema nazionale diistruzione”. “Si chiama ‘autonomia differenziata’ proprio perché è la Costituzione a prevedere modelli diversi di autonomia. Quanto alle differenze fra Regioni, come è sotto gli occhidi tutti, esistono già. Questo perché ogni Regione è differente dall’altra, ha esigenze diverse e ha amministrazioni più o meno virtuose. L’autonomia scolastica, ad esempio, che è unprincipioche ritengo sacrosanto, consente agli istituti di definire un’offerta formativa in linea con i bisogni dei territori e degli studenti. Questo non vuol dire fare distinzioni tra SerieA e Serie B:il sistema nella sua varietà deve funzionareovunquee bene”.