Scuola, i sindacati: “Dati preoccupanti per il sostegno”

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“Quest’anno circa 2 ragazzi su 3 con disabilita’ non troveranno lo stesso insegnante di sostegno ne’ lo stesso operatore educativo per l’autonomia e la comunicazione o assistente specialistico. I principi di inclusione e integrazione, di cui la continuita’ e’ aspetto essenziale, non sono realizzate”. La denuncia arriva da Flc e Fp Cgil di Roma e Lazio, che tra le tante criticita’ denunciate sulla riapertura delle scuole, pongono particolare attenzione alla condizione dei ragazzi e bambini disabili che torneranno in classe. “Nella complessa macchina delle assegnazioni delle cattedre, un girone dantesco che si ripete ogni anno, sull’attribuzione degli insegnanti di sostegno si presenta uno dei maggiori problemi – si legge in una nota – l’avvicendarsi di insegnanti diversi e ogni anno assegnati in ritardo, e’ una consuetudine che vanifica il principio della continuita’ didattica per i ragazzi e costringe gli insegnanti alla rincorsa di una cattedra perche’ condannati alla precarieta’”. I sindacati. La Cgil sottolinea che ogni anno in tutta Italia aumenta il numero degli alunni con disabilita’, per lo piu’ di tipo intellettivo: nel 2018-19 erano il 3% del totale. “Il Lazio e’ una delle regioni con maggior presenza di ragazzi con disabilita’ e con bisogni speciali: parliamo di una percentuale pari al 3,6%: sono 27.421 gli alunni speciali anche nella nostra regione, con una presenza di docenti di sostegno pari a 5.881, tra organico di diritto e deroghe allo stesso”. “Le graduatorie specifiche di insegnanti che hanno ricoperto il ruolo di sostegno nei tre anni precedenti (pochissimi con una formazione e specializzazione specifica) – si legge ancora nella nota – non basteranno a rispondere al bisogno effettivo di docenti: verranno chiamati insegnanti senza specializzazione ne’ formazione, incrociando le graduatorie”.