“Scuola, i docenti ci sono: assumere chi ha lavorato”

L'intervento di Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief: "Oggi addirittura i presidi chiamano attraverso le messe a disposizione. Questo sistema è totalmente sbagliato"

164

A fine agosto è già tempo di bilanci e, secondo l’Anief, sono bilanci amari. Il sindacato, però, ha delle proposte significative e concrete per superare l’impasse nel mondo della scuola, alle prese con una supplentite acuta. “Erano state autorizzate 56.000 immissioni in ruolo per il personale docente – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief ai microfoni di Italia Stampa – durante le convocazioni, in cui Anief è presente con i suoi delegati sindacali, e più della metà sono andate ancora una volta vacanti, avviene per il terzo anno consecutivo dopo la Buona Scuola. Ma non è vero che non ci sono insegnanti abilitati in questo Paese, non è vero che non ci sono insegnanti, anche non abilitati ma con oltre trentasei mesi di servizio. L’unica cosa vera è che l’ultimo governo e gli altri che si sono succeduti non hanno voluto fare incontrare domanda e offerta, non hanno voluto riaprire le graduatorie a esaurimento al personale abilitato, non hanno voluto estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto che sono diventate il primo canale di reclutamento del personale docente”.

“Tanto che oggi addirittura i presidi chiamano attraverso le messe a disposizione. Questo sistema è totalmente sbagliato. In passato – fa notare Pacifico – Anief ha chiesto e ottenuto la riapertura delle GaE, è giusto fare dei nuovi concorsi abilitanti per chi non è abilitato, ma è giusto soprattutto assumere tutti coloro che insegnano nelle nostre scuole. Non è importante insegnare tanto a tempo determinato, da precari, ma insegnare di ruolo e garantire la continuità didattica. Lo chiederemo al nuovo governo. Le proposte dell’intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”, conclude.