Scuola e Università, i neoministri non possono ancora mettersi a lavorare

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uola italiana – ma le dimissioni dell’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e la decisione di spacchettare il Miur, Istruzione da una parte, Università e Ricerca dall’altra, rischia di rallentare di alcuni giorni la partenza di tutto l’iter. Il premier Giuseppe Conte ha infatti ha annunciato il 28 dicembre scorso i nomi di Lucia Azzolina come titolare della Scuola e Gaetano Manfredi per l’Università, ma – come sottolinea la rivista La Tecnica della scuola – dopo che dal 2008 è entrata in vigore anche la riduzione del numero dei dicasteri, serve l’approvazione di un decreto-legge per allargare il numero dei ministeri attuali, che sono 13 e devono diventare 14. Poi ci vuole il via libera del Consiglio dei ministri, forse anche un passaggio alla Corte dei Conti, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e il giuramento dei due ministri. Sono tante le questioni che attendono Azzolina una volta che avrà giurato davanti al capo dello Stato: prima tra tutte la questione dei concorsi, ordinario e riservato, per i quali sono tanti gli aspetti che vanno precisati e chiariti: dalle modalità per il calcolo dei requisiti di servizio, alla possibilità di partecipare a una o più procedure, all’articolazione e ai contenuti delle prove scritte, alla possibile conoscenza preventiva di una batteria di quesiti, al punteggio da assegnare alla prova e quello da riservare al servizio che deve essere opportunamente valorizzato, all’unicità o pluralità dei bandi. Poi c’è una scadenza importante che riguarda gli esami di maturità: è sempre a metà gennaio infatti che il ministro comunica quali saranno le prove che dovranno essere sostenute in giugno dai circa 500 mila maturandi. Poi c’è al questione del rinnovo contrattuale, per iniziare a discutere del quale l’ex ministro e i sindacati avevano già deciso di incontrarsi nel mese di gennaio. C’è anche il nodo delle delle abilitazioni, dell’edilizia scolastica, oltre a una serie di nomine – nove nuovi direttori generali all’interno del Ministero e quattro direttori negli uffici scolastici regionali – al concorso per i docenti di religioni, alla dispersione scolastica, all’aggiornamento dei prof, alla legge sull’educazione civica dovrà trovare attuazione dal prossimo anno scolastico. «Va fatto tutto il possibile perché non ci siano eccessivi rallentamenti, che non avrebbero ragion d’esser», scrive preoccupata la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. «Con il contratto da rinnovare occorrono risorse nuove per adeguare gli stipendi degli insegnanti e non solo degli insegnanti – aggiunge Francesco Sinpoli, leader della Flc Cgil – occorre escludere, in maniera esplicita, totalmente l’istruzione e la ricerca, da qualsiasi regionalizzazione». «Ci sono accordi già sottoscritti, ci aspettiamo di mantenere lo stesso percorso di attuazione – ricorda il segretario generale della scuola, Pino Turi – il cambio al vertice del ministero non fa venire meno le questioni, che sono all’attenzione del neo ministro». Intanto oggi Azzolina ha postato su fb: «Voglio ringraziare tutti coloro che in queste ore mi stanno scrivendo privatamente e pubblicamente per farmi gli auguri di buon lavoro, ma anche e soprattutto per mandare i loro suggerimenti per il mondo della scuola. Ci vuole un pò di tempo per rispondere, me ne scuso. Ma dico davvero grazie per le proposte che sto ricevendo e che dimostrano quanta voglia di fare ci sia nella scuola».