Scuola, 5mila precari in Sardegna: sit-in contro l’ultimo decreto

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In Sardegna sono circa 5 mila i precari del mondo scolastico che, nella maggior parte dei casi, aspettano da tantissimi anni la loro stabilizzazione. L’ultimo decreto Scuola, approvato e in vigore da fine dicembre scorso, secondo la categoria, non darebbe risposte adeguate. Per contestare il provvedimento, questo pomeriggio, a Cagliari, sotto il palazzo del Consiglio regionale, una rappresentanza del coordinamento dei docenti precari autoconvocati di Cagliari ha promosso un sit-in di protesta. Una manifestazione analoga si e’ tenuta a Sassari. “Riteniamo che questo provvedimento, ormai diventato legge – spiega la portavoce Tiziana Melis – sia discriminatorio e umiliante per tutti quei docenti che hanno alle loro spalle molto di piu’ che 36 mesi di servizio”.

“Il governo”, accusa Melis, “si rifiuta di applicare il decreto europeo per la stabilizzazione dei precari e la legge Madia, che e’ stata l’acquisizione di quel decreto europeo, che si e’ trasformato in legge”. Secondo i rappresentanti del coordinamento precari sardi, l’ultimo decreto non sarebbe chiaro sulle procedure di chiamata dei docenti. I docenti che oggi hanno protestato a Cagliari ricordano che e’ stato bandito anche “un concorso straordinario, per un numero irrisorio di posti”. “All’interno di questa procedura, tra l’altro, sono state incluse anche altre categorie di docenti in attesa di stabilizzazione, come noi”, contestano i precari. “Tutto questo contribuira’ a diminuire ancora di piu’ il numero limitato di posti che sono stati messi a bando”. Melis sottolinea che, a livello nazionale, “in base a una stima, sarebbero circa 170 mila posti vacanti, ma nel bando ne sono stati previsti complessivamente solo 55 mila, di cui circa 24 mila sono destinati a docenti con piu’ di 36 mesi di servizio”. Per queste ragioni, i docenti lanciano un appello alla ministra, Lucia Azzolina, affinche’ sia “incrementato il numero di posti disponibili e siano previsti anche dei percorsi abilitanti per tutti coloro che hanno oltre 36 mesi di servizio”.