Regionalizzazione Scuola, l’Anief: “Sarebbe a vantaggio di pochi, Conte sia garante unità”

Secondo il presidente Marcello Pacifico, "i vantaggi derivanti dall'autonomia differenziata così come la vorrebbe la Lega si materializzerebbero esclusivamente per le Regioni di Fontana e Zaia"

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Dopo la replica dei governatori di Lombardia e Veneto al premier Conte sul tema dell’autonomia, per il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, “le parole dei due Governatori rappresentano un evidente tentativo di mettere il premier con le spalle al muro. Intimandogli di approvare una legge, per il presunto bene di tutti i cittadini italiani, ben sapendo che le cose non stanno così. I vantaggi derivanti dall’autonomia differenziata trasformata in legge così come la vorrebbe la Lega – dice il leader dell’Anief – si materializzerebbero esclusivamente per i cittadini e gli alunni delle regioni che rappresentano Fontana e Zaia. Probabilmente anche per qualche altra regione. Di sicuro, non per quelle oggi già prive di svariate risorse e servizi, che dalla regionalizzazione avrebbero alla lunga solo da perdere”.
Pacifico si rivolge al presidente del Consiglio: “Il premier si confermi, in qualità di capo del Governo, garante di quell’unita’ nazionale che la scuola pubblica italiana incarna da quando e’ stata costituita. Uscire fuori dall’offerta formativa nazionale, trasformandola in un ‘affare’ locale, da gestire in base non alle esigenze degli alunni, le quali evidentemente sono le stesse in Sicilia come in Veneto, in Friuli come in Calabria, associandola invece alle risorse della regione dove sono collocati gli istituti, rappresenterebbe un ritorno all’Ottocento”.
“Si tratterebbe – continua il sindacalista autonomo – pure di un evidente arretramento rispetto ai principi basilari della Costituzione italiana, scritti a chiare lettere a partire dagli articoli 3, 33 e 34. Siamo così convinti di quello che diciamo che il nostro sindacato si dice pronto sin d’ora a patrocinare, presso la Consulta, un maxi-ricorso per dimostrare l’incostituzionalità dell’infausto progetto leghista. Se giovedì potrebbe essere la giornata decisiva per capire il destino del Governo gialloverde – conclude Pacifico – allora è bene che sulla decisione si tenga conto di questi aspetti imprescindibili per il futuro del nostro Paese”.