Nota del Miur: i titoli di insegnamento conseguiti in Romania non valgono in Italia

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Il Ministero dell’Istruzione ha emesso una nota, lo scorso 2 aprile, la N. 5636, attraverso la quale si fa chiarezza sui titoli conseguiti in Romania al termine dei percorsi di studio denominati “Programului de studii psichopedagogice, Nivelul I e Nivelul II”.

Come sottolineato anche da una nota ufficiale pubblicata dalla Cisl Scuola, la nota firmata dal Direttore Generale per gli Ordinamenti sancisce l’invalidità dei suddetti percorsi di studio ai fini dell’ accesso all’insegnamento, sia per quanto riguarda il posto comune che per quello di sostegno.
Il Miur, a conclusione di un confronto approfondito con le autorità rumene competenti, dichiara che i titoli conseguiti in Romania non possono essere considerati sufficienti per insegnare nel nostro Paese, tanto più che, in primis, non sono considerati sufficienti per l’esercizio della professione in Romania.
Nello specifico, secondo quanto indicato dal Miur, non vi è alcuna corrispondenza tra l’ordinamento scolastico italiano e quello rumeno per quanto riguarda i titoli inerenti il sostegno: in Romania, gli alunni che presentano disabilità frequentano apposite scuole speciali mentre in Italia vige l’integrazione nelle classi comuni.

Il Miur, inoltre, rende noto di aver acquisito anche il parere del CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche), membro della rete NARIC (National Accademie Recognition Information Centres) dell’Unione Europea, il quale ha spiegato come la qualifica acquisita nei corsi di formazione psicopedagogica “Adeverinta” non debba essere considerata titolo sufficiente per l’esercizio della professione di insegnante.

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