Non solo sostegno, anche psicologi per studenti disabili in Italia

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“Il clima d’incertezza e di novita’ legato alla situazione di emergenza potrebbe generare dubbi e paure sia nelle famiglie che nel personale scolastico, ma e’ importante non trasmettere emozioni negative agli studenti, soprattutto quelli con disabilita’, che hanno tutto il diritto di tornare sui banchi di scuola piu’ serenamente possibile”. Lo sottolineano gli psicologi del progetto ‘Lontani ma vicini’, promosso da Diregiovani.it e dall’Istituto di Ortofonologia (IdO), che operano nell’ambito della task force per l’emergenza educativa del ministero dell’Istruzione. Gli esperti ricordano come gli oltre 268mila studenti con disabilita’, che frequenteranno le scuole statali italiane quest’anno, siano stati definiti “una priorita’ assoluta” dal ministero dell’Istruzione. Bambini e ragazzi per i quali la ripresa della scuola dopo i mesi di chiusura a causa della pandemia di Coronavirus e’ ancora piu’ delicata. Un presupposto sulla base del quale anche per questi studenti le Linee guida del Ministero privilegiano la didattica in presenza. Un’attenzione importante che, chiariscono gli psicologi, consente di ripensare “le modalita’ di inclusione in vista di una nuova risocializzazione e per una maggior efficacia degli apprendimenti”. Il team di ‘Lontani ma vicini’ ricorda come docenti e personale scolastico debbano rispettare le norme del distanziamento fisico anche per gli alunni con disabilita’. È necessario inoltre pianificare la gestione di questi ragazzi tenendo conto della “numerosita’, della tipologia di disabilita’, delle risorse professionali specificatamente dedicate”. Riguardo all’uso della mascherina, gli psicoterapeuti ricordano che non e’ obbligatorio per gli studenti la cui disabilita’ o patologia non sia compatibile. Sia in questo caso che in quello in cui gli studenti non possano mantenere il distanziamento, i docenti potranno utilizzare altri dispositivi di protezione, in aggiunta alla mascherina, come guanti e visiere. La didattica digitale integrata resta una valida alternativa, per garantire la prosecuzione degli apprendimenti, per i ragazzi immunodepressi o con patologie gravi.