La Brexit mette a rischio l’Erasmus: la rabbia degli studenti inglesi

Ma il sottosegretario per l'Università e la ricerca, Chris Skidmore, ha assicurato che il voto di alla Camera "non mette fine o impedisce al Regno Unito di partecipare all'Erasmus plus"

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L’Erasmus+, il famoso programma di scambio tra università europee istituito nel 1987, vacilla sotto il peso della Brexit. Dopo le polemiche internazionali scaturite dalla notizia che la maggioranza di Boris Johnson ha votato contro l’automatica prosecuzione del programma, il sottosegretario per l’Università e la ricerca, Chris Skidmore, ha assicurato su Twitter che il voto di alla Camera “non mette fine o impedisce al Regno Unito di partecipare all’Erasmus plus”. “Rimaniamo aperti a partecipare e ciò farà parte dei futuri negoziati con l’Ue, diamo grande valore agli scambi internazionali di studenti”, ha aggiunto Skidmore, che definisce il voto “un giochetto” dell’opposizione. Tutto nasce dall’account Twitter della Camera dei Comuni che ieri sera ha reso noto la bocciatura in aula, con 344 voti favorevoli e 254 voti contrari, della “New Clause 10” inserita dall’opposizione nell’accordo sui termini della Brexit. Il testo avrebbe obbligato il governo britannico a negoziare con l’Unione Europea per poter continuare a partecipare pienamente al programma Erasmus+ anche dopo il 2020, quando Londra uscirà dall’Ue. Il voto è stato accolto con rabbia e delusione da esponenti pro-Ue, dagli studenti e dagli utenti dei social media.