“Istruzione e Ricerca, servono investimenti dell’1% del Pil”

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“Il momento e’ topico: c’e’ l’urgenza di assegnare almeno l’1% progressivo del PIL nel prossimo triennio ai settori istruzione, universita’ e ricerca, in modo da garantire l’effettiva attuazione di uno sviluppo concreto che riporti l’Istruzione, l’Universita’ e la Ricerca Scientifica a livelli di eccellenza sempre piu’ lontani dalla realta’”. Lo ha chiesto la delegazione Anief alla parte pubblica, nel corso dell’incontro a Palazzo Vidoni con la titolare della Funzione Pubblica sul Memorandum d’intesa in materia di lavoro pubblico. “Occorre assolutamente cambiare la politica sugli investimenti – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief -, mentre ad oggi ci ritroviamo con la spesa pubblica per l’Istruzione rispetto al Pil in perenne calo fino al 2035: lo dice l’ultimo Def, con una riduzione progressiva che va dal 4% al 3,2%. Ed e’ da quei dati che, nello stesso documento, pero’ del 2020, bisogna prendere le distanze”.

“La tendenza al negativo, del resto, e’ quella gia’ intrapresa tra il 2005 e il 2013, con gli investimenti per l’istruzione, sempre rispetto al Pil, con segno negativo fisso. La poverta’ di investimenti non e’ sfuggita ad Eurostat, che nell’ultimo rapporto sui Paesi UE ha collocato l’Italia all’ultimo posto UE per la spesa pubblica rivolta all’Istruzione intesa nel suo complesso: il nostro Paese si ferma al 7,9%, a fronte del 10,2% medio dell’Unione”, ha concluso il sindacalista autonomo.