Il 40% delle università italiane rientra tra la top 1000 degli atenei di tutto il mondo. Lo rivela la ricerca ‘L’Italia e la sua reputazione: l’Università’ condotta da italiadecide in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’università è una delle istituzioni cardine di un Paese avanzato, ecco perché la reputazione degli atenei a livello internazionale è uno dei parametri con cui riconosce il giudizio di cui gode nel mondo. Facendo riferimento ai prestigiosi ranking QS e THE, Domenico Asprone, Pietro Maffettone e Massimo Rubechi, curatori dello studio, hanno analizzato il numero di università presenti nelle prime 100, 200, 500 e 1000 posizioni a livello globale (su circa 20mila atenei nel mondo).

Dall’analisi emerge che, se è vero che non ci sono università italiane nella top 100 di entrambi i ranking, l’Italia posiziona però “il 40%” dei suoi atenei tra i primi 1000 a livello mondiale, una percentuale migliore di Stati Uniti, Cina e Francia, con meno del 10% delle loro università, ma anche di Regno Unito, Germania e Spagna”, si legge nello studio presentato a Milano. Tra le zone d’ombra, lo studio evidenzia che l’Italia ha meno atenei per numero di abitanti rispetto agli altri paesi e un corpo docente più anziano rispetto alla media europea. In particolare, in Italia sono 99 gli enti universitari, in media 1,65 per ogni milione di abitanti, meno della metà di Francia, Germania e Regno Unito. Per quanto riguarda i professori, stando ai dati Ocse del 2016, secondo lo studio di italiadecide “l’Italia dimostra avere l’università più vecchia: più della metà dei docenti è over 50 (solo un quarto lo è in Germania)” e ha il “più scarso ricambio generazionale, con percentuale di docenti under 30 irrisoria” (in Germania è circa “il 25% dei docenti”).

(ansa.it)