“Docenti, sull’aumento di stipendi si passi dalle parole ai fatti”

249

“Dobbiamo andare avanti con cose concrete: aumentare l’obbligo scolastico e gli stipendi degli insegnanti, tenere aperte le scuole nel pomeriggio, semplificare la burocrazia per combattere la corruzione, sbloccare le risorse per gli investimenti verdi e digitali”, ha detto oggi il segretario Nicola Zingaretti. “Il PD entra cosi’ in una fase cruciale per gli insegnanti, che attendono l’apertura dei tavoli per il rinnovo del contratto, da cui dovrebbero scaturire gli aumenti”, ha quindi commentato Orizzonte Scuola. “Ma dare piu’ soldi ai docenti, incrementare l’obbligo scolastico fino al termine delle superiori, aumentare il tempo scuola, soprattutto al Sud, sono le stesse richieste del sindacato, ovvero di chi rappresenta i lavoratori, ne tutela i diritti e chiede cambiamenti mirati per migliorare la didattica”, spiega l’Anief. “I problemi dei compensi bassi dei docenti e di una scuola da frequentare piu’ ore al giorno e rendere obbligatoria fino alla maggiore eta’ sono quindi diventati di dominio pubblico. Con i partiti politici, anche di Governo, che fanno a turno per esprimere gli stessi concetti – spiega il sindacato -. Anief ha gia’ espresso il suo parere, sostenendo che il 2020 potrebbe essere davvero l’anno del rilancio della Scuola italiana. E che per farlo, chi ha a cuore le sorti della Scuola e della Conoscenza deve trovare in fretta le risorse necessarie per rinnovare il contratto ai lavoratori dei comparto. Il sindacato ha anche chiesto in tempi non sospetti di anticipare a cinque anni l’obbligo formativo ed estenderlo fino alla maggiore eta’. Come di intervenire sul tempo pieno e prolungato, un passaggio obbligato e propedeutico all’apertura delle scuole in orari extra-curricolari”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, apprezza l’impegno del leader del Partito Democratico sulla scuola, ma avverte: “se davvero il Pd vuole intraprendere una nuova linea sulla scuola, allora e’ bene che pretenda dal Premier Conte e dal suo ministro Gualtieri precise rassicurazioni nella scrittura della prossima legge di bilancio. Lo stesso Zingaretti sa bene che le dimissioni di Fioramonti sono avvenute per l’assenza delle risorse necessarie per rilanciare il settore dell’istruzione, universita’ e ricerca”.