Docenti e Personale Ata: le tabelle stipendiali da luglio 2020

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Ecco la Tabella degli Stipendi dei Docenti, Personale ATA e DSGA, si tratta delle Tabelle Stipendiali attualmente in vigore 2019-2020 pubblicate dal Sindacato CISL e che riepiloga in maniera dettagliata quelli che sono gli stipendi del settore scuola. Gli importi riportati all’interno delle Tabelle Stipendiali sono lordi e tengono conto di tutti i benefici contrattuali, compreso l’elemento perequativo previsto dal CCNL fino al 31.12.2018 e che con la legge di bilancio per il 2019 è stato confermato fino al successivo rinnovo del contratto. A decorrere dal mese di aprile 2019 gli importi dovranno essere incrementati con la prima quota dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, il cui ammontare è stabilito in misura dello 0,42% rispetto allo stipendio tabellare. L’IVC dovrà essere ricalcolata a decorrere dal 1° luglio 2019, data dalla quale l’importo corrisponderà allo 0,70% dello stipendio tabellare. Per l’IVC, così come per l’elemento perequativo, è previsto il riassorbimento nei benefici economici del successivo rinnovo contrattuale.

Per quanto riguarda poi gli stipendi in generale, quindi non solo per il settore scuola, il consiglio dei Ministri ha approvato in questi giorni una serie di misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente (decreto-legge). Le misure entreranno in vigore a partire dal 1 luglio 2020, ecco le novità previste:

  • il bonus di 80 euro aumenta quindi a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi.
  • Coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga.
  • Per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce invece una detrazione fiscale equivalente che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi.
  • Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito.

In questo modo, la platea dei beneficiari passa da 11,7 a 16 milioni di lavoratori.