“Docenti, 18 ore di lavoro extra non riconosciuto”

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“Lavorate 18 ore e godete di 3 mesi di vacanza”: e’ quello che si imputa ai docenti italiani della scuola secondaria. “Nulla di piu’ falso, perche’ alle ore in classe si sommano una montagna di impegni collegiali, di preparazione delle lezioni e dei compiti, di correzione, di formazione”, afferma l’Anief. A dimostrarlo sono i calcoli effettuati dalla giunta provinciale dell’Alto Adige – rilanciata in queste ore da Orizzonte Scuola – che ha commissionato una ricerca, con oltre 5 mila docenti interpellati, dalla quale risulta che i nostri insegnanti lavorano “circa 1.643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane”. Secondo lo studio, i docenti di ruolo sono impegnati 1.660 ore in un anno, mentre i supplenti 1.580 ore. Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono proprio “i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di piu’ (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno”.

“Tra gli impegni ‘sommersi’ dei docenti – spiega il sindacato – si annoverano: stesura di programmazioni di materia di inizio e fine anno; stesura Pei e Pdf; attivita’ di coordinamento (che sebbene retribuite, i compensi sono spesso irrisori e negli anni si sono sempre piu’ assottigliati; organizzazione/partecipazione a uscite didattiche e viaggi d’istruzione; compilazione registri; stesura progetti; formazione; correzione verifiche scritte (riguardanti soltanto alcune materie); preparazione lezioni; preparazione ambienti di lavoro; colloqui con i genitori (che spesso tengono oltre i tempi stabiliti); riunioni varie (anche queste spesso vanno oltre i tempi stabiliti). In questi anni si sono, inoltre, aggiunte incombenze che riguardano i BES, le prove Invalsi, nonche’ quell’aggiornamento forzato e sommerso che ha riguardano l’adeguamento all’utilizzo di nuovi strumenti informatici per la ‘vita burocratica e didattica’ dei docenti”.