Coronavirus, Anief: «Pensare a scrutini e maturità a distanza»

«La salute degli alunni, delle loro famiglie e del personale scolastico viene prima di tutto»

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L’Anief ritiene che “qualora nei prossimi giorni la pandemia da Coronavirus non dovesse gradualmente ridursi in modo sensibile, fino alla sua scomparsa, e’ chiaro che non vi sara’ alcun motivo nemmeno per rispettare l’attuale scadenza di aprile. La salute degli alunni, delle loro famiglie e del personale scolastico viene prima di tutto, anche della scuola e della formazione, comunque preziosissima, dei suoi alunni. Noi l’abbiamo detto da meta’ febbraio”.

“A questo proposito, invece – spiega il sindacato -, di insistere su azioni da parte del corpo docente che non hanno consistenza normativa, come quella di ‘firmare’ ogni giorno il registro elettronico per attestare la ‘presenza’ a lavoro secondo l’orario tradizionale o, peggio, restare davanti al computer a operare per la didattica a distanza nelle ore e nelle classi secondo l’orario lavorativo in presenza, i dirigenti scolastici si occupino sin d’ora delle condizioni in cui operano docenti, personale Ata e allievi. Spesso, infatti, non hanno a disposizione i mezzi tecnologici e di connessione per accedere alla didattica a distanza. In alto numero, tra il corpo insegnante, sono i supplenti, anche annuali, a trovarsi in tali condizioni”.

Anief, inoltre, ricorda che “il mantenimento del diritto allo studio anche nell’attuale situazione di emergenza rischia di provocare dei contraccolpi psicologici non indifferenti a chi e’ impegnato in questi giorni a fronteggiare l’emergenza del Coronavirus, con conseguenze sulla sfera emotiva e psicologica: anche gli allievi, le loro famiglie, il corpo insegnante e il personale Ata impegnato in turnazioni e lavoro ‘agile’. Una condizione che diventa pesantissima nei casi in cui un congiunto sia stato contagiato dal Covid-19. Ecco perche’ diventa fondamentale, per superare la situazione, il coinvolgimento di pediatri, neuropsichiatri, psicologi, logopedisti”.