L’audio choc di Borsellino: scortato la mattina ma posso essere ucciso la sera

258

“Non vedo che senso abbia perdere la libertà di mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera”. Sono le parole del giudice Paolo Borsellino, in un audio inedito, registrate nel 1984 durante una seduta della Commissione nazionale antimafia. Il magistrato spiegava la mancanza di “autisti giudiziari. Buona parte di noi il pomeriggio, nonostante la mattina con strombazzamento di sirene viene accompagnato in ufficio dalle scorte e dalle macchine blindate, non lo può fare. Macchine blindate disponibili ce ne è una soltanto, e non può andare a prendere tutti e quattro i colleghi. Io sistematicamente vado in ufficio con la mia macchina ed esco fuori tra le nove e le dieci di sera”. Borsellino lamenta anche la carenza di segretari e dattilografi: “Dovremmo aver garantita la loro presenza per tutto l’arco della giornata. Lavoriamo soli per 16-18 ore al giorno”.