Riparte il turismo, più green e digitale: boom dell’holiday working

Su un campione di 1,8 milioni di smartworker, il 23,6% lavora da una località turistica: è la nuova frontiera del mercato

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Tempo di ripartenza per il settore turistico. Si prospetta un’altra estate all’insegna delle vacanze in Italia con qualche eccezione per destinazioni vicine e sicure. Nel 2020, l’e-commerce travel degli operatori con sede in Italia è calato del 56% e sceso a un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro. Nonostante ciò, i turisti mantengono il forte desiderio di viaggiare, pur nel rispetto delle restrizioni e misure sanitarie e sono sempre più̀ propensi a prenotazioni ‘last minute’. Come si evince dai dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel turismo, l’ospitalità̀ alberghiera, i trasporti di terra e di mare e le attrazioni hanno avuto qualche miglioramento negli indicatori del terzo trimestre 2020 riuscendo a mantenere mediamente il livello di fatturato in una forbice tra il 40% e il 60% rispetto al 2019 mentre il turismo organizzato ha registrato perdite superiori al 70%.

Secondo un sondaggio di Airbnb, una persona su due ha sentito la mancanza di viaggiare più̀ di ogni cosa (47%), più̀ di non poter andare al ristorante (26%) o di non poter andare al cinema (16%). Oltra alla voglia di mare, spicca il desiderio di una persona su quattro di passare del tempo in luoghi isolati (montagna o campagna), a contatto con la natura.

L’emergenza sanitaria ha modificato i comportamenti dei turisti sotto due aspetti: nel breve periodo, con il forte ricorso alle prenotazioni sotto data; in modo strutturale, in quanto è stato registrato un deciso aumento delle prenotazioni effettuate tramite canali digitali diretti. Il journey si fa, quindi, sempre più digitale e non solo prima del viaggio, ma anche durante l’esperienza, per il maggiore ricorso a soluzioni per limitare la necessità di contatto (primo tra tutti il self check-in).

Le circostanze imposte dal Covid-19 hanno, inoltre, favorito ulteriormente la diffusione di soluzioni digitali per evitare attese in coda, assembramenti o contatto fra persone (ad esempio, menù digitale, chiave-smartphone, pagamenti e azioni contactless, self check in e check out), come sottolinea Luca Azzali, general manager di MailUp: “Le aziende hanno dimostrato grande creatività e spirito di iniziativa utilizzando gli strumenti dell’email marketing per restare vicini ai propri clienti offrendo spunti, idee, soluzioni e un’informazione corretta, in modo da garantire un servizio adeguato in una situazione eccezionale. Alla vigilia della ripartenza gli scenari sono cambiati: ci sono criticità ma anche opportunità grazie a nuovi spazi che si sono aperti, ai trend che si sono imposti”.

Grazie alla possibilità̀ di lavorare per brevi o lunghi periodi da luoghi di vacanza, in Italia gli smartworker sono passati da 1,3 milioni nel 2019 a oltre 8,2 milioni nel 2020. A fine luglio, su un campione di 1,8 milioni di smartworker, il 23,6% dichiarava di aver scelto di lavorare da una località turistica, quasi sempre con famiglia al seguito, in media per 42 giorni. La stima del valore generato dall’holiday working per l’estate 2020 era pari a 1,25 miliardi di euro. Si tratta, dunque, di mercato poco esplorato, ma promettente che potrebbe consentire l’ampliamento dell’offerta attraverso mete poco conosciute e insolite.