Reddito di Cittadinanza, già in 44mila hanno perso il diritto all’assegno

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Tra Reddito e Pensione di cittadinanza si supera la quota di un milione di domande accolte da aprile ad ottobre, ma la soglia viene ritoccata all’ingiu’ dalle quasi 44 mila che strada facendo hanno perso il diritto: l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Inps fa il punto sui nuclei familiari che percepiscono il beneficio. In particolare, sono 1,02 milioni le richieste che da quando la misura e’ operativa e fino alla fine di ottobre hanno ottenuto il semaforo verde, di cui pero’ 43.917 decadute: al netto di queste, quindi sono quasi 978 mila (977.844 per l’esattezza) i nuclei familiari che percepiscono il Reddito (857.141) o la Pensione di cittadinanza (120.703). Le persone nel complesso coinvolte sono oltre 2,36 milioni, di cui piu’ di 2,23 milioni dal Reddito. In testa alla classifica regionale si conferma la Campania con 195.280 domande accolte, di cui 7.299 decadute; seguita dalla Sicilia con 176.871 richieste che hanno avuto l’ok, di cui 7.138 che hanno invece perso il diritto. Si piazzano poi la Puglia (93.835 ok, di cui 4.170 decadute), il Lazio (90.278 e 3.585) e la Lombardia (85.669 e 3.762). L’importo medio mensile del Reddito e’ di 519,12 euro, mentre risulta di 216,38 euro quello della Pensione di cittadinanza (riconosciuta agli over67). Guardando ad entrambe le misure, la media mensile scende a 481,12 euro. Sta intanto per essere pubblicato il modulo per gli sgravi alle imprese che assumono i beneficiari del Reddito. “Sara’ on-line entro lunedi’ mattina” sul sito dell’Inps, ha detto il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico. Si tratta del modulo di richiesta dell’agevolazione “Srdc” (Sgravio reddito di cittadinanza), che consente di ottenere l’esonero dei contributi previdenziali nel limite dell’importo mensile del Reddito percepito dal lavoratore al momento dell’assunzione. Lo sgravio si avra’ per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilita’ e le mensilita’ gia’ godute dal beneficiario stesso (ma comunque per almeno 5 mensilita’), per un importo non superiore a 780 euro mensili. Su Quota 100, invece, la possibilita’ di andare in pensione anticipata con almeno 62 anni di eta’ e 38 di contributi, Tridico ha rifatto il punto sui risparmi: 1,5 miliardi di euro nel 2019 e 2,5 miliardi di euro nel 2020. Misura bocciata dall’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri: non solo di per se’ e’ “molto costosa” ma “sottrae risorse per ridurre la pressione fiscale sul lavoro e spinge la politica economica verso il non lavoro anziche’ verso il lavoro, di cui ci sarebbe davvero bisogno per rilanciare la nostra economia”.